Il Web 2.0 ha rivoluzionato gran parte della società. L’idea di un’Internet collaborativa, che evolve insieme e grazie al contributo degli utenti, e l’idea della condivisione delle esperienze, però, non piace a molti. Un esempio di critica nei confronti di questo mondo è proprio Wikipedia, la celebre enciclopedia collaborativa online.
Il mondo accademico e universitario, infatti, è contrario ad alcuni aspetti di Wikipedia. Andrew Keen, dell’Università del Michigan, ha affermato che uno dei difetti di Wikipedia è la mancanza di un organico di redazione professionale. Secondo Keen, la cultura libera è qualcosa di pericoloso, che mina il lavoro del mondo accademico. E’ qualcosa che potrebbe distruggere, a lungo andare, il lavoro di ricerca e perfezionamento degli accademici.
Keen è l’autore di “The Cult of the Amateur: How Today’s Internet is Killing Our Culture.” (Il culto del dilettantismo: come Internet stia uccidendo la nostra cultura). Keen stesso si autodefinisce l’anti-Cristo del Web 2.0, perchè teme che Internet possa rovinare la cultura di qualità, a causa dell’enorme dilettantismo che permette a chiunque di creare contenuti di bassa qualità.
Siti come Google e Youtube sono solo esempi di sfruttamento commerciale a danno degli utenti. E anche se Wikipedia è una realtà no-profit Keen ritiene che un utente può creare un contenuto senza particolari conoscenze, per cui non si può considerare Wikipedia una vera enciclopedia, perchè le manca l’aspetto professionale. Si, è vero, Wikipedia può essere migliorata grazie al gran numero di utenti che vi partecipano. Ma i giovani dovrebbero allora capire che Wikipedia non dovrebbe essere usata come la prima e unica fonte di informazione, proprio perchè non esaustiva.
Un modo per migliorare i contenuti potrebbe essere obbligare gli utenti ad identificarsi, oppure attraverso il pagamento di professori o persone che fanno parte del mondo accademico per verificare le voci. Probabilmente le idee di Keen potranno far storcere il naso a molti degli abituali utenti di Wikipedia, ma è innegabile nascondere che, per migliorarne i contenuti, serva un diverso sistema di creazione e pubblicazione dei contenuti.
Voi che ne pensate?
Foto: Flickr
Via | Blog.mlive.com
maicolpiton
08 mar 2008 - 01:29 - #1moltissimi contributori di wikipedia fanno parte del mondo accademico, in effetti.
Sergio Longoni
08 mar 2008 - 02:10 - #2Sono bravissimi tutti a sbraitare.
Perché invece il Signor Keen non ci indica quali errori ha riscontrato in wikipedia e, già che c’è, non li corregge?
Mirco Marchetti
08 mar 2008 - 02:44 - #3Il signor Keen esprime una sua opinione, legittima ma, in quanto tale, opinabile. Io lo ascolto e mi formo una mia opinione, opinabile anch’essa, ma tanto meglio centrata quanto più può essa attingere a molteplici fonti di cui quella di Keen è una tra le tante, mentre Wikipedia, che non è certo la bibbia, è un contenitore plasmabile di molteplici opinioni. L’impressione che si ha è che dietro certe affermazioni ci sia la logica verticale delle burocorporazioni e degli imperativi assoluti. Piuttosto Keen partecipi a disfunzioni smussando le imperfezioni che coglie e cerchi di farlo senza essere pagato. Però, certo, lui vuole i “professionisti” i quali, svolgendo una professione non possono che far pagare le perle per noi poveri porci. (mirco)
Flatline
08 mar 2008 - 09:48 - #4Quoto i precedenti, è vero che l’ottica universitaria americana è decisamente più azienda-like di quella italiana… ma Keen sta fondamentalmente suggerendo di ritornare alla cultura dell’intellettuale nella torre di vetro vs popolo bove.
Ah, gli amanuensi, bei tempi quelli…
Keru
08 mar 2008 - 10:16 - #5Wikipedia ha risolto un problema che prima affliggeva un sacco di persone: dove informarsi.
Il modo di condividere le nozioni fornito da wikipedia e dal web in generale ha superato le bariere dei luoghi e della moneta, per cui anche persone che vivono lontano dai grandi centri abitati o comunque lontano dall’ambiente universitario, e che per informarsi anche poco su di un argomento non intendono spendere cifre esorbitanti per un testo, possono raccogliere delle nozioni attraverso la rete.
Sono tuttavia convinto che wikipedia sia solo un punto di partenza, il posto giusto per dare il via ad una ricerca che deve trovare approfondimenti fuori, nei testi specifici, nel dialogo con le persone qualificate, nell’esperienza pratica, ecc.
Quindi mi trovo in disaccordo con Keen!
Gigetto
08 mar 2008 - 10:22 - #6Anche wikipedia è censurata dall’alto. Alcune pagine sono immodificabili. Il laccio è stato allentato, perché secondo gli insegnamenti classici la pecora va tosata, ma non scorticata, tuttavia il laccio rimane e quindi wikipd può essere utile per argomenti secondari, ma non per quelli principali su cui formarsi un’opinione. Se uno non ha una sua griglia precedente wikipd serve solo ad aumentare i riferimenti, ma non a sbogliare i nodi.
Riccardo Pittaluga
08 mar 2008 - 11:11 - #7mmm…in parte condivido l’opinione di keen. Wikipedia attira molto per la sua aurea “popolare” di cultura che si contrappone ad un mondo “cattivo” accademico. Credo però che il commento di una persona che per professione ha dedicato tutta una vita ad un argomento, affrontando periodicamente dibattiti, convegni, scambi culturali, scrivendo libri, insegnando ecc sia decisamente più autorevole (e il fatto di essere un professionista non dovrebbe essere un peggiorativo). Wikipedia non è la bibbia? però la tendenza è considerarla tale: la maggior parte degli utenti accetta sempre il primo risultato nelle ricerche e tanto più Wikipedia è affidabile, tanto più uno si ferma a wikipedia. io mi chiedo: già prima di wikipedia (in cui la cultura veniva..diciamo…”dall’alto”) a livello di “popolo basso” giravano tante castronerie. figuriamoci se poi queste castronerie finiscono su wikipedia (avrebberò una sorta di certificazione). E’ anche vero che wikipedia si difende bene, basandosi comunque su una comunità piuttosto seria. ma chi garantisce la “professionalità” delle pagine di wikipedia?
Dave333
08 mar 2008 - 11:33 - #8Concordo col professore. Insomma. almeno da utente mi sentirei più sicuro se su wiki ci fosse almeno una commissione molto professionale a vagliare gli articoli.
Pablo Moroe
08 mar 2008 - 13:07 - #9Premetto che tra il dire che un professore è contro Wikipedia e il dire che l’intero mondo universitario è contro Wikipedia ci passa un oceano, non un mare.
Detto questo, Wikipedia nasce come libera, e come tale è accessibile anche da persone di un certo valore professionale. L’obiettivo di Wikipedia è proprio quello di generare contenuti validi per mezzo di persone valide.
L’UGC deve essere gestito e regolato dagli utenti stessi, perciò tali individualità professionali possono (se non devono) contribuire in maniera attiva alla correttezza di certi contenuti.
Senza lamentarsi: è troppo facile.
Riccardo.Raneri
08 mar 2008 - 13:14 - #10Credo che in generale sia sbagliato scagliarsi contro un servizio gratuito e aperto a tutti. Il “problema” della correttezza delle informazioni in Wikipedia termina nel momento in cui l’utente è consapevole di stare utilizzando… Wikipedia, e non l’enciclopedia britannica.
Mi affido spesso a questo splendido progetto, tenendo sempre presente di stare leggendo qualcosa che è stato scritto da molte persone, non necessariamente “professioniste”. Se poi necessito di maggiori approfondimenti o di verificare le informazioni posso sempre fare riferimento ad altre fonti, ma nella maggior parte dei casi Wikipedia si rivela sufficiente o comunque adeguata.
nettuddo
08 mar 2008 - 13:42 - #11Verissimo che c’è il culto del dilettantismo… verissimo che se si diffonde una certa base di conoscenza (di dubbia affidabilità a volte) allo stesso tempo il fruitore in questo delirio di onniscienza, in questa convinzione di avere ogni cosa a portata di mano perde la volontà dell’approfondimento e della ricerca personale.
Inoltre poi ci si mettono i blog, che fanno titoli come questo.
lepre
08 mar 2008 - 15:32 - #12concordo con questo Mr Keen.
quante volte di fronte ad un “dibattito” ormai concluso mi son sentito dire (visto scrivere) “guarda su wikipedia!!!!!!” per tentare di avere ragione.
wikipedia non è legge. al massimo può essere un punto di partenza per sfruttare meglio la mole di informazioni del web.
Xanderob
08 mar 2008 - 19:57 - #13Come altri prima di me:
-Possono collaborare?
-Sì.
La questione allora verte su un solo punto: è disposto il mondo universitario a aumentare la Cultura del popolino gratis, seguendo un fine non meramente economico ma di sviluppo “giusto” poiché certificabile?
A quanto pare alcuni son troppo presi a pontificare su progetti altrui..
E allora il competitor più economico (ma altresì aperto agli interventi del mondo universitario..) lo supererà per quantità, anche se non per qualità.
Per coscienza dovrebbero intervenire loro stessi ad evitare determinate storture, piuttosto che sputar sentenze.
Butcher
08 mar 2008 - 22:13 - #14Ma secondo voi il truzzo ignorante fattone va su wikipedia a scrivere pagine e nozioni? Assolutamente no, anzi prende in giro chi lo fa con la tipica frase: “Non hai proprio un caxxo d’altro da fare…”
Quindi non penso che Wikipedia sia così tanto a rischio, perchè le persone che ci scrivono sono preparate sull’argomento e non degli ignoranti.
Folletto Malefico
09 mar 2008 - 14:51 - #15> ma chi garantisce la “professionalità” delle pagine di wikipedia?
E chi garantisce la “professionalità” dell’enciclopedia o dei libri di testo certificati? ;)
Lo status quo accademico?
Altri professionisti?
Wikipedia non esclude nessuno, l’accademia si.
Wikipedia, intesa come processo e non come struttura, è aperta agli stessi accademici che le danno contro. E ci sono molti che tutt’ora collaburano proprio nei processi di validazione.
E quindi, la domanda: perché i contrari, invece di scrivere libri - che gli danno fama e soldi - non contribuiscono a Wikipedia?
Dite che è perché non ci guadagnano in fama e soldi?
Ooops.
@go
10 mar 2008 - 12:50 - #16Beh essendo per tutti comunque deve anche essere comprensibile a tutti.
Federica87
10 mar 2008 - 13:00 - #17Sono d’accordo con Butcher, alla fine credo che chi sta dietro alle pagine di wikipedia da qualche parte le avrà prese le informazioni no? e dove se non da testi accademici? Se dovessi scrivere qualcosa anch’io, prima consulterei diverse fonti, che tra l’altro potrebbero avere dati discordanti. E allora come la mettiamo? a questo punto non ci può fidare di nessuno.
C.D.
10 mar 2008 - 16:01 - #18Eh, credo che Federica87 abbia messo il dito nella piaga: quando si parla di Internet NON CI SI PUO’ FIDARE DI NESSUNO.
Purtroppo è una realtà confermata.
Con questo non sto assolutamente dicendo che i software per la comunicazione libera siano “La Fonte di Tutti i Mali” come molti sostengono, anzi, sono il primo che si è inca$$ato come una iena quando è uscita la proposta di legge Levi-Prodi. Ma, proprio perché sono accessibili a tutti, questi software non possono essere considerati “La Fonte di Ogni Verità” dato che danno solo l’opinione di chi scrive (che se poi è supportata da buone fonti bibliografiche non differisce molto da un’enciclopedia, IMHO).
Infatti quando faccio una ricerca in internet, mi leggo sempre 3-4 siti dove parlano della cosa, poi tiro le somme.
Certo, sarebbe una bella cosa se mr. Keen, invece di criticare, si fosse rimboccato le maniche e avesse deciso di partecipare alla cosa indicando magari come fonte delle sue pagine le ricerche svolte dalla sua Università… Il mondo accademico deve aggiornarsi e partecipare al gioco, invece di puntare il dito e gridare “ERETICO” alle innovazioni.
Folletto Malefico
10 mar 2008 - 16:36 - #19@C.D.:
> quando si parla di Internet NON CI SI PUO’ FIDARE DI NESSUNO.
Beh…
Quello che accade in internet è esattamente quello che si ha fra persone.
E’ il problema della fiducia. E non c’è metodo scientifico che regga, perché qui si parla di diffusione dell’informazione, quindi o fai tu in prima persona tutti gli esperimenti, o ti devi fidare.
Il problema son le persone.
Non internet. ;)
toki
26 mag 2008 - 13:24 - #20Quelli che scrivono su wikipedia sanno solo copiare dai libri stampati, di loro non ci mettono niente. Un branco di copioni sono… almeno copiassero bene visto che i loro testi sono sempre pieni di castronerie.
Figurati se mi metto a perdere tempo a correggerli io gli errori, gratis poi.
Piuttosto mi prendo un bel libro, curato e corretto da chi lo fa per lavoro, non da dei volontari che scopiazzano nel tempo libero.
xfire78xx
01 lug 2009 - 22:59 - #21Io mi schiero a favore di wikipedia. La cultura di qualità non te la darà mai wikipedia. Quello è il frutto di anni di studi approfonditi, di giornate passate a cercare e studiare. Wikipedia ti dà sommariamente un input su un argomento, che non saranno mai approfonditi al 100%. Quindi per chi ha bisogno di informazioni e di sapere su una cosa, trova le informazioni che gli servono, che però di certo non sono il risultato di studi. La cultura deve essere libera in ogni caso!
no-wikipedia
09 mar 2010 - 20:46 - #22Cosa ne pensate del fatto che Wiki ha messo i nofollow su tutto il sito per danneggiare la blogsfera? Ho messo sul mio nick un link che spiega cosa stanno facendo.