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3 anni di carcere per un profilo Facebook falso

Pubblicato: 29 feb 2008 da PG

Commenti dei lettori

3 anni di carcere per un profilo Facebook falso Nell’era del Web 2.0 tutta Internet si traduce in profili, identità virtuali. Cosa succede quando una identità è falsa? Tre anni di carcere soprattutto se vivete in Marocco e il destinatario dello “scherzo” è il fratello del re. Venerdì un giudice marocchino ha condannato Fouad Mourtada, un ingegnere informatico di 27 anni, a tre anni di carcere e una multa di 10.000 dirham (che equivalgono a 660 sterline, ma che rappresentano una multa pesante per uno stipendio in Marocco).

Cosa ha fatto l’ingegnere marocchino? Ha creato una identità falsa su Facebook, dichiarando di essere il fratello di re Mohammed VI, il principe Moulay Rachid. Amnesty International ha dichiarato che il verdetto è sciocco e pesante. E la notizia sta già facendo il giro delle comunità Facebook. Una serie di gruppi sono stati creati in risposta a questa sentenza, criticando l’operato di re Mohammed VI. Come afferma una petizione: “Ci sono 41 Nicolas Sarkozy, 10 principi William di Inghilterra e vari Jaques Chirac, Roger Federer, Bush e Bin Laden…

In fondo, ci si chiede, Fouad non ha ottenuto nessun guadagno da questa iniziativa, e numerosi giovani prendono possesso dei profili pubblici per gioco o divertimento, senza fini maligni. Almeno 2720 utenti leggono questa petizione. E uno di essi si chiama Moulay Rachid. Chissà che non sia quello vero.

Via | Timesonline.typepad.com

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4 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di Nicola

    Nicola

    29 feb 2008 - 10:30 - #1
    0 punti
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    Una sentenza ridicola… mi piacerebbe sperare che la petizione possa servire a qualcosa, ma sappiamo tutti che così non sarà.

  • Profilo di softcodex

    softcodex

    29 feb 2008 - 11:22 - #2
    1 punto
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    personalmente sono tra quelli che da facebook ne rimane fuori. questo desiderio, quasi ossessivo, di dover aver un profilo da condividere e trovare amici, etc etc… non mi appartiene.

  • Sheikko

    03 mar 2008 - 16:56 - #3
    0 punti
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    Sincerametne sono d’accordo con la sentenza. Innanzitutto ogni paese ha le proprie leggi e regole e poi penso che nessuni dui noi voglia avere un’identità su facebook creata da qualcun’altro: per gioco o per divertimento. non importa. Non si può mai prevedere il fine di un’azione.
    Anche in italia c’è stata una condanna per una falsa identità, qualche mese fa.

  • IGigi

    23 mar 2008 - 22:52 - #4
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    Concordo con Sheikko. Vorrei vedere uno qualunque di noi se trovasse un perfetto sconosciuto impegnato a spacciarsi per lui..