Le risposte di Zopa alle domande dei lettori di Downloadblog

zopaQualche settimana fa abbiamo parlato di Zopa in un post dal quale erano scaturite alcune email con richiesta di informazioni. Quello che sembrava interessare maggiormente riguardava la solidità finanziaria nonchè la sicurezza informatica e le tutele nei confronti degli utenti. Abbiamo quindi raccolto alcune domande le abbiamo girate direttamente ai responsabili della sede italiana di Zopa. Ci hanno risposto Carlo Vitali e Mattia Rossi, rispettivamente marketing manager e CTO di Zopa Italia.

D. Buongiorno Carlo Vitali. Purtroppo negli ultimi anni migliaia di italiani sono stati vittime di crack finanziari più o meno truffaldini. Questo ha reso gli utenti più guardinghi e forse anche più scettici rispetto a novità come Zopa. Cosa ne pensate?
R. In realtà proprio le esperienze negative degli ultimi anni rendono appetibili novità come Zopa e spiegano il suo successo iniziale: oltre un milione e mezzo di euro messi in prestito da privati cittadini e mezzo milione di euro di prestiti già approvati per i Richiedenti. Tutto questo in un solo mese di attività. Si avverte una grande voglia di disintermediazione e di trasparenza. E Zopa, con il suo meccanismo di prestito diretto tra persone, con commissioni chiare e all-inclusive, è una risposta a queste esigenze.

D. A proposito di trasparenza, chi c'è dietro a Zopa?
R. Da un punto di vista del management ci siamo esposti in prima persona: online ci sono le nostre facce e le nostre storie. La società Zopa Italia Spa nasce dall'iniziativa di un nucleo di soci fondatori esperti in finanza che, con l'appoggio nell'azionariato di un fondo privato estero e di imprenditori italiani non del settore, hanno portato in Italia con un accordo di franchise l'esperienza e la piattaforma tecnologica di Zopa UK. Il concetto di social lending è stato introdotto nel mondo nel 2005 da Zopa UK, che ora opera direttamente anche negli USA e a breve debutterà anche nel Far East, assumendo sempre più le dimensioni di un network globale.

D. Nel caso in cui si voglia chiedere un prestito, materialmente che documenti deve produrre il Richiedente? In quanto tempo viene concesso il prestito?
R. Copie di un documento d'identità e del codice fiscale, la bolletta di un'utenza domestica. Se lavoratore dipendente (a tempo indeterminato o determinato), copia degli ultimi due stipendi. Se autonomo, dei quadri sui redditi dell'ultimo Unico. Il Richiedente sa immediatamente, online, se la sua richiesta di prestito viene approvata. Il tempo di erogazione dipende dalla sua velocità nell'inviare i documenti richiesti. Zopa impiega tra le 24 e le 48 ore per controllare i documenti inviati e approvare in via definitiva il prestito

D. Come funziona invece Zopa nel senso inverso, ovvero nell'offerta del prestito? Che garanzie ha l'offerente?
R. Nella modalità operativa più semplice, il Prestatore sceglie la somma e la durata del prestito e il tasso che vuole ottenere al netto delle possibili insolvenze. Per sua tutela, il tasso a cui andrà a prestare includerà il tasso di insolvenza atteso nel mercato in cui avviene il prestito (se poi non vi è alcuna insolvenza ciò si traduce per lui in un maggior guadagno). Inoltre il prestito non viene fatto a una singola persona ma frazionato tra almeno 50 diversi Richiedenti, riducendo drasticamente il rischio. In questa fase non abbiamo ancora uno storico d'insolvenza, ma stiamo operando con criteri molto selettivi di valutazione del Richiedente. In UK dopo quasi tre anni di attività il tasso di insolvenza è dello 0,2%, estremamente basso.

D. Buongiorno Mattia Rossi. Dal punto di vista tecnico, come "viaggia" il denaro? Si tratta di operazioni bancarie telematiche oppure c'è una vera e propria circolazione di denaro contante? Quali sistemi di sicurezza usa Zopa nei confronti di attacchi via internet?
R. Il denaro viaggia sempre e solo per via telematica: con bonifici dal Prestatore a Zopa per offrire denaro in prestito (e viceversa per ritirarlo), e con addebito in Rid al Richiedente per il pagamento delle rate. L'identità del Prestatore è verificata con il primo bonifico di versamento. Quella del Richiedente con un bonifico simbolico di riconoscimento poi rimborsato. Anche nel malaugurato caso di furto di identità, di cui peraltro ci assumiamo la responsabilità, non è possibile movimentare online a piacimento il denaro del Prestatore: deve tornare sempre sul conto di partenza. Inoltre prima di autorizzare un bonifico Zopa compie sempre una verifica offline sugli estremi del conto.

D. Veniamo ora al punto più discusso. Purtroppo, e la cronaca è piena di esempi, alcuni dei mali italiani sono legati allo strozzinaggio, al pizzo e al riciclaggio di "denaro sporco". Come si pone Zopa nei confronti di queste tematiche, e quali metodologie utilizza per evitare che tra l'offerta e la richiesta di denaro non ci si imbatta direttamente o indirettamente in episodi di criminalità?
R. Con tassi che viaggiano tra il 5 e l'8% siamo proprio agli antipodi dello strozzinaggio. In ogni caso il sistema è stato bloccato per rifiutare offerte che superino il tasso di usura pubblicato da Banca d'Italia. Per quel che riguarda l'antiriciclaggio, di fatto con Zopa non è possibile riciclare denaro in quanto il conto da cui esce e rientra il denaro del prestatore deve essere sempre lo stesso. In ogni caso operiamo come società finanziaria ex art. 106 e dunque siamo tenuti a seguire tutte le norme antiriciclaggio.

Queste sono le risposte che abbiamo ricevuto da Carlo Vitali e Mattia Rossi, nella speranza di aver risposto a tutti i lettori di Downloadblog che ci avevano contattato con dubbi e domande. Ovviamente, potete aggiungere un vostro parere nei commenti a questo post.

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