Jello Biafra: la RIAA? Mi ricorda il Padrino!

la riaa mi ricorda la mafiaL'ex cantante Jello Biafra ha rilasciato delle interessanti dichiarazioni, in merito al comportamento della RIAA e della condivisione file su Internet. Certo, stiamo parlando di un cantante noto per il suo fare controcorrente. Ma è interessante notare come non tutti gli artisti sono d'accordo con le politiche di diffusione della musica praticate dalle major discografiche e soprattutto dalla RIAA.

"Ho due opinioni diverse sulla condivisione file", spiega Biafra, "e sono dell'idea che esistano il bene (le piccole etichette discografiche) e il male (le grandi etichette discografiche)". Secondo Biafra le grandi case discografiche rappresentano il male, poichè l'unica cosa di cui si preoccupano è di rubare sia il pubblico che gli artisti. D'altro canto, invece, esistono le piccole case discografiche, quelle indipendenti, che non possono permettersi grandi campagne pubblicitarie nè investimenti elevati. Così per queste piccole realtà il file sharing potrebbe essere una soluzione per eliminare i costi. Il download libero può essere una fonte di riduzione dei costi. E, soprattutto, Biafra è dell'idea che i concerti dal vivo dovrebbero essere liberi.

"Bisogna sostenere le etichette indipendenti". "La RIAA mi ricorda tanto il Padrino". Praticamente, una mafia. Perchè, secondo Biafra, è sbagliato accusare i ragazzini di 12 anni, e gli studenti di scaricare la musica. Questi settori della società devono investire un sacco di soldi nello studio e nella scuola. Invece la RIAA pretende che i soldi vadano a loro. Sempre e comunque.

Via | Torrentfreak.com

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