Tempo fa avevamo segnalato che l’Unione Europea starebbe lavorando ad un percorso legislativo che dovrebbe portare a considerare l’indirizzo IP come dato personale. Ebbene, la risposta di Google è chiaramente contraria a questa possibilità. Alma Whitten, Software Engineer di Google ha affermato che gli indirizzi IP non sono dati affidabili, e la prima tesi a supporto di questa posizione è che essi identificano la macchina e non la persona.
Durante l’udienza tenuta il mese scorso al Parlamento Europeo Google ha obiettato contro questa ipotesi. Peter Schaar ha ribadito la stessa idea di due settimane fa, quando sostenne al Financial Times di essere fiducioso di poter arrivare ad una soluzione a favore degli utenti e della loro privacy.
Secondo Whitten, invece “gli indirizzi IP registrati da ogni sito web del pianeta, non devono essere considerati dati personali, poichè i siti internet non sono in grado di individuare gli esseri umani sulla base di semplici stringhe di numeri”. Questo è vero, in generale, sebbene gli indirizzi IP possano essere analizzati da macchine dietro decisione di un giudice del tribunale. Ovviamente il dibattito sulla protezione dei dati personali continuerà, e secondo Google sarà importante avere una solida conoscenza delle tecniche e della realtà per arrivare ad una soluzione che abbia senso. Ovvero: voi fate la legge, noi non siamo comunque d’accordo.
Via | Arstechnica.com
Nicola
23 feb 2008 - 12:11 - #1Ma va, sul serio sono contrari? Non l’avrei mai detto. Il lupo cambia il pelo…
Abruzzi
23 feb 2008 - 13:12 - #2Google avrà i suoi “cattivi” motivi, ma concordo in pieno
toffle
23 feb 2008 - 13:44 - #3sì beh in cina google è un bravo schiavetto del governo cinese.. e filtra, blocca, censura come se fosse un agente di polizia politica
a occidente invece parla con un’altra bocca di tutela della privacy degli utenti.
chi è che diceva che google fa impresa etica?!
Pio Alt
23 feb 2008 - 20:23 - #4La targa della mia automobile identifica un oggetto e non una persona, l’ IP mi sembra la stessa cosa.
Se qualcuno mi viene contro e poi fugge posso segnarmi la targa e (anche se non so chi sia stato) posso trovare probabilmente il responsabile, andando alla motorizzazione chiedendo e spiegando il perché, non so se chiedano anche “chi lo vuole sapere” ma penso di sì.
Su molti siti sono stato “bonariamente minacciato” così:
- ricordati che abbiamo il tuo indirizzo IP!
Per strada è implicito:
- ricordati che ho visto la tua targa!
Se non abbiamo timore di mostrare la nostra targa e la nostra faccia non dovremmo neppure temere l’IP.
Almeno fino a quando chi conosce il mio IP non può trovare di me altri dati riservati, ad esempio perché il mio provider è tenuto a non divulgarli, direi che ha ragione Google, anche se avrei preferito che la sua posizione fosse stata tenuta dalla FSF, per dire…