Logo Blogo

Google Health muove i primi passi

Pubblicato: 22 feb 2008 da Rosario

Google aidSicuramente ricorderete l’annuncio fatto da Google durante lo scorso ottobre, relativo all’intenzione di voler sviluppare una piattaforma all’interno della quale ospitare i dati medici dei pazienti degli ospedali: mentre i più si interrogavano sulla liceità della cosa dal punto di vista della privacy, i lavori a Mountain View sono andati avanti, sfociando secondo quanto rivelato da Associated Press in un accordo tra Google e la Cleveland Clinic per un test iniziale del servizio.

All’interno della nota divulgata dall’agenzia di stampa, si apprende che i server di Big G ospiteranno i dati delle cartelle cliniche di qualche migliaio di pazienti, tutti provenienti dalla suddetta clinica ed esplicitamente consensienti all’operazione. Il numero di persone che avrebbero aderito non è ancora stato reso noto, anche se le cifre dovrebbero oscillare da un minimo di 1.500 ad un massimo di 10.000 partecipanti.

I dati immagazzinati da Google riguarderanno l’intera storia clinica delle persone, compresi farmaci prescritti, patologie ed allergie di ogni tipo, oltre ad eventuali interventi chirurgici. A proteggere le informazioni provvederà la classica password dell’account Google, per intenderci quella comunemente utilizzata per accedere a Gmail o ad altri servizi.

Mentre gli scettici continuano a sostenere il pericolo che tutto ciò comporta in termini di privacy, Google si difende sostenendo che l’introduzione di una propria piattaforma riguardante la medicina altro non è che una naturale evoluzione dei suoi servizi, date anche le circostanze che vedono già i server del popolare motore di ricerca colmi di pagine all’interno delle quali le persone chiedono consulti online.

Secondo Marissa Mayer, vicepresidente di Google, l’intenzione della società sarebbe inoltre quella di permettere agli utenti un accesso rapido e sicuro ai dati relativi alla propria salute, senza bisogno di particolari procedure o fogli stampati che puntualmente vengono persi: senza contare quanto l’uragano Katrina fu in grado di combinare a New Orleans, dove migliaia di cartelle cliniche finirono praticamente nel nulla.

Ancora una volta ci troviamo di fronte alla questione che vede contrapposti la tutela della privacy per dati ritenuti sensibili, agli effetti benefici che un servizio del genere potrebbe offrire nella vita di tutti i giorni: mentre tutti si domandano che cosa è giusto e cosa no, i lavori proseguono ed appare alquanto improbabile che possano subire uno stop, salvo clamorosi dietrofront.

Via | CyberNet

1 stelle2 stelle3 stelle4 stelle5 stelle (nessun voto)
condividi condividi
5 commenti

Commenti dei lettori

(Inserisci un commento - Nascondi commenti anonimi)
  • Profilo di Dox

    Dox

    22 feb 2008 - 11:07 - #1
    1 punto
    Up Down

    Bhè nulla di strano per gli USA , le cliniche sono private percui se nonlo fa google lo faranno altri..

  • Profilo di simo_87

    simo_87

    22 feb 2008 - 11:38 - #2
    0 punti
    Up Down

    a me sembra assolutamente una cosa utile…in un futuro come questo dove le persone hanno sente d’informazione:sapere di una malattia,conoscere problemi dei farmaci e quant’altro è una cosa molto utile;se i pazienti lo sanno e sono perfettamente consenzienti xke nn farlo?xke allora nn chiudiamo google earth che ci fotografa quando siamo seduti nel prato di casa nostra???????

  • Profilo di ugo manetta

    ugo manetta

    22 feb 2008 - 11:50 - #3
    0 punti
    Up Down

    Complimenti agli inventori di Google ma adesso cominciano ad avere un pò troppi dati sui loro server…

  • Profilo di Pio Alt

    Pio Alt

    22 feb 2008 - 14:26 - #4
    1 punto
    Up Down

    Che i documenti siano digitali o materiali è la stessa cosa, la differenza è come sono protetti e in mano a chi stanno, se potessi scegliere, io preferirei che fossero in mano mia e del mio medico (un medico di back-up :-) io li terrei in una chiavetta usb, magari criptata, al mio medico chiederei una protezione almeno equivalente :-)
    Però non li metterei in mano a Google, grazie di tutto ma non mi fido così tanto, soprattutto perché loro saprebbero come elaborarli milioni di profili medici…
    Anzi una differenza c’è tra digitale e materiale: i fogli di carta non possono viaggiare nella rete, devono venirmeli a rubare in casa o in ambulatorio…
    quindi se i dati sono digitali devono essere intrinsecamente più protetti, protetti in modo attivo, con procedure specifiche per evitare i “furti” … mentre le radiografie, basta che le chiuda in un cassetto di casa.

  • drogers

    22 nov 2011 - 22:41 - #5
    0 punti
    Up Down

    KEEP IT SIMPLE STUPID!! This will really encourage all of you involved or affected by this industry and alcoholism, http://goo.gl/FPqGA

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori.
Commenta questo articolo

Registrati per riservare il tuo nickname preferito su tutti i blog di Blogo e per caricare il tuo avatar. Se sei già registrato, effettua il login per usare il tuo nickname.

Si No
I commenti sono sottoposti alle linee guida per la moderazione.

Anteprima del commento