Il Grande firewall cinese contro i blog olimpici

olimpiadi cina Che queste Olimpiadi Cinesi fossero nate sotto una cattiva stella lo si era capito. La Cina non si è certo dimostrata aperta al cosiddetto "spirito olimpico" e non ha fatto molto per favorire la libertà di pensiero e di stampa. Ora veniamo a conoscenza della decisione, emessa in evidente ritardo, di permettere solo agli atleti di pubblicare post sui propri blog personali.

Ma mentre il CIO dà il via libera agli atleti blogger, il governo cinese continua a filtrare e monitorare il proprio traffico Internet, limitando gravemente i blogger all'interno del paese. Per dquanto riguarda i permessi del CIO, gli atleti potranno scrivere solo testi sulle proprie esperienze personali (e non , ad esempio, news di attualità o riguardanti terzi). Essi potranno anche inviare fotografie prese al di fuori dei siti olimpici o anche dentro, con la condizione di ritrarre azioni sportive. I blogger non potranno mettere nessuna forma di pubblicità o collegamenti a società specifiche.

Il CIO ritiene i blog come una legittima forma di espressione personale e non come una forma di giornalismo. Purtroppo in Cina non esiste la stessa visione liberale i "espressione personale". Servizi come Blogger e Wordpress sono stati bloccati, per cui gli atleti potrebbero avere impedimenti all'accesso dei loro blog su queste piattaforme. Insomma, siamo ai livelli di repressione della Germania nazista!

Già la settimana scorsa Steven Spielberg ha deciso di rassegnare le dimissioni da "consulente artistico" per le Olimpiadi 2008, motivando la sua decisione perchè la Cina non ha fatto molto per risolvere i conflitti in Sudan. "Human Rights Watch" ha affermato che tutte le altre aziende, sponsor e governi dovrebbero seguire questa scelta e boicottare Pechino per migliorare i diritti umani in Cina.

Ma non tutti sono d'accordo con Spielberg. C'è chi l'ha accusato di vivere in un mondo troppo fantastico e non essere in grado di distinguere "la realtà dal sogno". Lo stesso Jaques Rogge, presidente del CIO, ha dichiarato che le Olimpiadi sono solo un evento sportivo e non un modo per dimostrare le proprie convinzioni politiche.

Ma allora, dove è andato a finire l'autentico spirito olimpico dell'antica Grecia?

Via | Arstechnica.com

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