In una realtà complessa come quella del file sharing e del diritto d’autore le notizie si rincorrono quotidianamente. La guerra ormai feroce tra gli utenti scaricatori e le major discografiche si sta spostando sempre di più dalle aule dei tribunali ai Parlamenti. Perchè, se in tribunale non sempre le major ottengono risultati, la soluzione sembra essere proprio quella di convincere i Governi delle varie nazioni ad elaborare leggi a tutela del diritto d’autore.
Ecco quindi che è sempre più vicina la possibilità che la proposta del Commissatio UE Charlie McCreevy venga accettata, con la conseguenza che il diritto d’autore venga esteso dagli attuali 50 a 95 anni. La sua proposta sarà presentata nei prossimi mesi. Le tesi a supporto di questa proposta sono due: 1) garantire una pensione agli artisti 2) rendere visibili i nomi dei compositori.
La tesi numero 1 si basa sul fatto che molti artisti hanno registrato tanta musica durante gli anni 50 e 60, e migliaia di sessioni di registrazioni anonime rischiano di finire nel dimenticatoio. Chi ha realizzato quella musica non guadagnerà mai un centesimo da quelle registrazioni. La tesi numero 2, invece, è stata pensata per tutelare i compositori. Generalmente, infatti, è l’esecutore che rende famosa un’opera, mentre si sa poco dell’autore della canzone.
Già l’anno scorso una idea simile generò un’accesa discussione in Inghilterra. Ma, nonostante la pressione esercitata dalle grandi industrie discografiche, non se ne fece niente. L’idea di estendere il diritto d’autore ad un termine così elevato è allo stesso tempo interessante e preoccupante. Da un lato si sente il bisogno di tutelare gli artisti, ma dall’altro il diritto d’autore espresso in questo modo non permette di concepire un’opera come parte di una cultura, e quindi accessibile liberamente.
E, personalmente, considero questa proposta curiosa e pericolosa. La domanda infatti è sempre la stessa: chi veramente tutela l’opera? L’artista stesso o le major (interessate ai guadagni) ? Questo tipo di leggi fanno bene alla cultura e alla conoscenza mondiale?
Foto: Flickr
Via | Arstechnica.com
alì
15 feb 2008 - 00:38 - #1……e perchè non 128??……
ice
15 feb 2008 - 02:54 - #2mi fa veramente schifo
ricordo che i brevetti sui farmaci hanno durata di 15 anni…..
Neppure le lobby del farmaoc sono così avide come quelle della musica…e checche se ne dica…salvano piu vite loro che un paio di canzonette
qwerty_
15 feb 2008 - 08:53 - #3quindi allo stato attuale è liberamente consentito copiare/scaricare/condividere brani musicali del 1957 e precedenti?
cyberjabba
15 feb 2008 - 09:17 - #4Facciamo direttamente 1000 anni e non se ne parli più!
Nicola
15 feb 2008 - 09:41 - #5si perchè 70 anni son pochi eh. Cog*ioni che non sono altro…
qwerty_
15 feb 2008 - 09:43 - #6ma attualmente sono 50 o 70 anni?
(Xanderoby)
15 feb 2008 - 10:41 - #7Ma come c#zzo fanno ad esser completamente controtendenza con la società?!
Ancora a seguire ’ste multinazionali avide ed immutabili. Sveglia, il vs tanto amato Mercato cambia, evolve, seguitelo, o guidatelo con lungimiranza, ma non castratelo, perché sareste la parodia di voi stessi, politici ed imprenditori..
Logan71
15 feb 2008 - 11:03 - #8Stupendo! Vogliono proteggere con copyright della roba che non producono nè vendono neanche più…
oceanoweb
15 feb 2008 - 12:51 - #9Ma allora W il warez, il p2p ed il file-sharing : dato ci siete perchè non mettono il copyright sulla musica del ‘700 ?
ice
15 feb 2008 - 12:59 - #10sai perchè…perchè non è loro….anzi dovrebbero pagarci ogni volta che la riutilizzano o vi si ispirano nuovi compositori, per non parlare di quello che verrebbe costare ai conservatori…..
visto che la riproduzione/pubblicazione della musica anche a scopi didattici deve assere fatta a qualità ridotta/distorta…
ma dico ce lo vedete uno studente di conservaotrio che riesce a distingure non solo l’orchestra, ma pure in che auditorium del mondo è stata fatta la registrazione di quel pezzo se dovesse ascoltarlo in versione a basso bitrate/distorta
dio ce ne scampi
a morte tutti questi parassiti, hanno comprato i diritti musicali per 50 anni e adesso vogliono che il loro pacchetto sia esteso a 100
Devono investire perchè venga fatta nuova buona musica, non sperare di continuare a lucrare sul passato
VERGOGNA
pippozzo
15 feb 2008 - 13:18 - #11A ’sto punto togliamolo proprio il limite! Eccheppalle! Questa gente ha il chiodo fisso. “Soldi soldi soldi soldi.. money money dinerooo!!” cantava Piero Pelù. Azzeccatissimo..
Ma riescono ancora a guardarsi allo specchio la mattina??
Ebbastaaa!!