[Aggiornato] RIAA: filtri P2P negli anti-virus

Se le parole che stiamo per riportare non provenissero dalla bocca di Cary Sherman, presidente di RIAA, probabilmente potrebbero essere semplicemente liquidate come quelle partorite dalla mente di una persona uscita di senno, ma visto che si tratta di colui che sta a capo della più grande ed agguerrita associazione di discografici, vale la pena vedere cosa Sherman ha avuto da dire in questi giorni.

In parole povere, secondo il capo di RIAA sarebbe necessario un cambio all'interno della strategia nella lotta contro il file sharing illegale, demandando il controllo ed il filtraggio di contenuti piratati ai software anti-virus, liberando così i vari ISP da responsabilità di vario tipo e operando in maniera locale sulla macchina di ogni utente PC.

A quanto pare, Sherman sembra non aver considerato che nessuno sarebbe disposto ad installare sul proprio computer un anti-virus spia, in grado di filtrare i contenuti illeciti, così come i produttori avrebbero sicuramente qualcosa da ridire in merito alla sua strampalata idea.

L'infelice uscita del presidente dell'associazione discografica ha suscitato immediate reazioni in giro per la rete, qualcuna delle quali di tipo sarcastico mentre altre abbastanza indignate, riassumibili in quanto espresso da un utente dei due siti sopra linkati:

RIAA non sa cos'altro fare, ed ogni giorno sembrano sempre più stupidi e disperati a causa del loro continuo desiderio di denaro

Aggiornamento: secondo quanto avrebbe dichiarato un portavoce RIAA, presente alla conferenza in cui Sherman ha rilasciato le dichiarazioni sopra riportate, il presidente dell'associazione stava "semplicemente rimuginando in risposta ad una domanda che gli era stata posta. Non ha proposto o suggerito nulla di specifico ma parlando in astratto su qualche idea": sarà, ma di certo il tutto resta un'infelice sortita da parte di Cary Sherman.

Via | CyberNet

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