L'Europa è al primo posto al mondo per produzione di spam

C'era una volta l'America, ora è tutto cambiato. E' l'Europa il luogo d'origine della maggior parte dello spam mondiale. Secondo l'ultimo rapporto di Symantec (raggiungibile a questo link) il 44% di tutto il traffico mondiale di spam viene proprio dall'Europa. Queste statistiche mostrano infatti che negli ultimi tre mesi il Vecchio Continente ha ormai superato gli Stati Uniti, forse proprio a causa della crescita delle connessioni a banda larga.

E' sicuramente una tendenza inquietante, considerando che a novembre 2007 l'Europa era responsabile solo del 30,6% dello spam mondiale, mentre il Nord America era al 46%. Ora, invece, la situazione è letteralmente invertita. Aumenta anche il traffico mondiale totale di spam, che ha raggiunto ormai la spaventosa cifra del 78,5% di tutte le email, nel mese scorso.

Secondo quanto affermato da Symantec, la causa principale potrebbe essere la proliferazione della banda larga nel continente europeo. Per cui la crescita, pur essendo significativa, non stupisce, se consideriamo la curva delle connessioni a banda larga negli ultimi tre anni. Infatti, se guardiamo alla statistica degli abbonati a banda larga ogni 100 abitanti, le Nazioni europee occupano 8 dei primi 10 posti.

La relazione di Symantec mostra anche i cambiamenti dei settori dello spam, compresa la prevedibile ripresa delle email-spam connesse al giorno di San Valentino. Il sistema prevalente per la distribuzione di spam è naturalmente il botnet, e ovviamente la crescita della copertura a banda larga non fa che rendere la vita più facile a questo sistema, poichè più accessi a banda larga permettono allo stesso numero di bot di elaborare semplicemente un maggiore carico di lavoro.

Dalla relazione emerge anche che il peso di ogni email-spam è relativamente basso, e non supera i 2-5 kB. La maggior parte delle email, quindi sono semplici link a siti o a stringhe di ricerca che conducono ai domini di spam. Sta aumentando anche un particolare tipo di spam, che presenta offerte di lavoro, e che rientrano sotto la categoria del phishing. Solo a gennaio sono state catalogate oltre 650.000 email di questo tipo.

Foto: Flickr

Via | Arstechnica.com

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