I predatori sessuali preferiscono le chat

Ci piacerebbe parlare sempre degli aspetti tecnici dell'informatica, delle comunità che nascono sul Web come un momento per aggregarsi e creare legami di amicizia, di Internet come la rete dove trovare solo cose belle. Ma purtroppo non è così, ed è anche giusto parlare degli aspetti negativi.

Secondo uno studio condotto da "Pediatrics", la rivista ufficiale della American Academy of Pediatrics, le molestie sessuali su Internet sono in aumento, e il canale preferito dai criminali di questo genere di reato è quello delle chat e degli Instant Messanging. Negli ultimi anni, secondo questo studio, il 15% dei ragazzi intervistati (su un campione che comprendeva adolescenti dai 10 ai 15 anni) ha ammesso di aver ricevuto "sollecitazioni sessuali". Alcune di queste sollecitazioni erano solo messaggi isolati sullo schermo del computer, ma non solo.

Eppure, e questo in passato avrebbe stupito un po' come risultato, sembra che i siti di social networking come MySpace o Facebook siano più sicuri delle chat o degli IM. Le sollecitazioni sessuali avvenute tramite scambio via social networking infatti raggiungono meno di un terzo del totale. Lo studio, quindi, riabilita in un certo senso il ruolo di questo tipo di siti, che in passato sono stati spesso criticati, mentre ora si trovano in una posizione migliore.

Questo è un aspetto molto importante. Negli Stati Uniti il Congresso ha ritenuto di dover limitare l'accesso ai siti di social networking nelle scuole o nelle biblioteche, proprio basandosi sul fatto che tali siti sono pericolosi, e MySpace è sottoposto a pesanti critiche da parte di avvocati americani. Sicuramente è giusto continuare a seguire la vicenda e ad eliminare questo tipo di problemi da comunità che, altrimenti, nascono con finalità pulite.

Piuttosto, come suggerisce la relazione, dovremmo essere noi in prima persona a non essere troppo sicuri durante la navigazione. Una curiosa e preoccupante constatazione rivela che un molestatore online non si preoccupa di nascondere la propria età nel 95% dei casi, e addirittura nel 79% dei casi non nasconde le proprie intenzioni. Ovvero avere rapporti sessuali con i più giovani. Una possibile soluzione al problema è limitare l'iscrizione ai giovani nella fascia d'età a rischio.

Foto: Flickr

Via | Arstechnica.com

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