PRISM, Google chiede al governo USA trasparenza. Mozilla chiede... di piantarla!

Google e Mozilla reagiscono allo scandalo del monitoraggio dei dati da parte delle agenzie di sicurezza nazionale americane in modo decisamente differente.

Google ha comunicato sul suo blog di aver spedito una lettera ufficiale all’Attorney General dell’FBI chiedendo più trasparenza nelle richieste che i federali e la NSA fanno al motore di ricerca. Mozilla, invece, è molto più battagliera e chiede a gran voce di cessare le operazioni di spionaggio segrete.

”Obbediamo, ma la nostra immagine è a rischio”



Google

ha ribadito di aver più volte ottemperato alle richieste ufficiali compiute secondo la legge degli Stati Uniti dalle agenzie che proteggono la sicurezza nazionale, ma lamenta come tali richieste vengano per lo più tenute coperte dal segreto, anche quando tale livello di sicurezza non è utile.

La corporation tiene a ribadire che la maggior parte di tali richieste di dati, infatti, non è né tanto pervasiva negli scopi né tanto intensa come numeri e frequenza quanto la stampa ha descritto.

È per questa ragione - dice Google - che sarebbe meglio se fosse possibile pubblicare tanto il numero di richieste quanto il loro tipo (ovverosia la natura dei dati raccolti), e che per questo Google ha già approntato un programma di “disclosure” battezzato Transparency Report.

Siccome è davvero duro evitare di apparire come una minacciosa eminenza grigia quando si fa il lavoro di Google, possiamo capire il livello di frustrazione.

Mozilla: lasciateci in pace!



Dal canto proprio Mozilla protesta direttamente e aggressivamente contro le politiche di spionaggio degli Stati Uniti, promuovendo una campagna battezzata StopWatching.Us.

Radunando alleati attraverso tutto lo specchio politico e tecnico dell’intero orbe terracqueo, Mozilla lamenta che i cittadini sono ormai abbastanza informati su cosa vuol dire condividere volontariamente i propri dati sui social media, mentre invece vivono completamente all’oscuro di come i governi calpestino la privacy di cittadini e stranieri senza quasi lasciare traccia.

Secondo Mozilla le leggi sono troppo abbozzate e i singoli soggetti devono reagire - e la prima forma di reazione è informarsi ed aggregarsi. Lo scopo finale è di rendere i governi ed i loro agenti più visibili, trasparenti e in definitiva responsabili delle proprie azioni.

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