Tagli ai cavi oceanici: incidente o complotto?

Mappa cavi oceanici

Il taglio di due cavi sottomarini nel Mediterraneo, a causa di una o più navi che ne avrebbero provocato la rottura, era stato bollato nei giorni scorsi come un semplice incidente. Al momento della scoperta di un terzo cavo tagliato vicino Dubai, voci dubbiose hanno rotto il silenzio, ipotizzando che quanto accaduto possa trattarsi di più di un semplice imprevisto, teoria rafforzatasi nelle ultime ore anche grazie alla scoperta di un quarto cavo tagliato tra il Qatar e gli Emirati Arabi.

Nel frattempo, il Ministro delle Comunicazioni egiziano ha reso noti i risultati relativi agli accertamenti svolti dalle autorità nell'area interessata dai tagli, rivelando che non è stata rilevata la presenza di nessuna nave in tale perimetro, né prima né dopo l'accaduto in quanto si tratta addirittura di una zona normalmente chiusa al traffico marittimo, sottolineando inoltre l'importanza dei cavi danneggiati, i quali si occupano di portare verso il Medio Oriente la maggior parte del traffico dati di cui l'intera area usufruisce.

Le teorie complottistiche a questo punto hanno avuto praticamente il via libera, riempiendo una pletora di siti web di elucubrazioni più o meno sensate sull'accaduto. Alcuni hanno ad esempio pensato all'intenzione dell'Occidente di volersi proteggere da potenziali investitori provenienti dal Medio Oriente, soprattutto in questi giorni di turbolenza finanziaria, mentre altri hanno addirittura ipotizzato l'imminente attacco ai danni dell'Iran, vedendo nel taglio dei cavi l'intenzione da parte degli USA e dei suoi alleati di isolare la nazione di Ahmadinejad.

In tutti i casi a portare a termine il sabotaggio dei cavi sarebbero state non più ancore di navi innocenti, ma sottomarini inviati sul posto con il preciso compito di portare a termine quanto è stato fatto. Impaurita da quanto accaduto, la prima a muoversi è stata l'Australia, che nel corso della settimana passata ha provveduto a potenziare la sorveglianza intorno ai propri cavi, sottolineandone l'importanza per le comunicazioni internazionali, per voce di Robyn Meikle dell'Authority delle Comunicazioni.

Che quanto accaduto sia in qualche modo non dovuto a semplici incidenti diventa a questo punto più che una mera fonte di dubbio, viste le strane coincidenze accadute nel corso dei giorni passati. Non senza un pizzico di inquietudine per quello che è già stato definito Information Warfare, non ci resta che attendere ulteriori dettagli in merito nei prossimi giorni, ammesso che arriveranno, come probabilmente in questo momento staranno pensando coloro che credono all'ipotesi del complotto. Staremo a vedere.

Via | UkPress | ABC | Afp | The Guardian

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