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La Cina e Internet

Pubblicato: 01 feb 2008 da PG

E’ indispensabile, ogni tanto, buttare un occhio verso realtà apparentemente lontanissime dalla nostra, dal mondo occidentale. Ed è importante soprattutto perchè, tramite Internet, questo mondo è ogni giorno sempre un po’ più piccolo. Una delle statistiche più interessanti di fine 2007 è stata quella del Governo Cinese, circa l’uso di Internet, ovvero 210 milioni di utenti. Si tratta di una cifra sbalorditiva, che segna una crescita del 50% rispetto all’anno precedente, e oltre tre volte il tasso dell’India.

Si prevede, quindi, che nel giro di pochi mesi la Cina potrebbe avere più utenti online degli USA, attualmente leader di presenze. E, poichè la proporzione della popolazione che utilizza Internet raggiunge appena il 16%, sicuramente questa crescita sarà veloce nei prossimi tempi. Non dobbiamo stupirci che un paese così grande e in continua crescita economica abbia abbracciato Internet. Come è noto, in Cina le news vengono censurate, la televisione è controllata dallo Stato, librerie e cinema sono ancora poco diffusi.

Ovviamente anche Internet è strettamente controllato. L’accesso a molti siti stranieri (come Wikipedia) è limitato, la versione cinese di Google filtra i risultati in modo da escludere quelli con contenuti politicamente sensibili. Il tentativo di eBay di entrare nel mercato cinese è stato un flop.

Eppure, nonostante tutte queste limitazioni, paradossalmente, Internet è sempre più popolare in Cina. Perchè? In Occidente le attività online hanno trasformato le aziende esistenti e permesso la creazione di nuove. In Cina, al contrario, Internet fornisce tutto ciò che non è disponibile altrove, soprattutto per i giovani. Più del 70% degli utenti cinesi su Internet ha meno di 30 anni, per cui la richiesta maggiore è nel settore dello svago, del divertimento e dell’interazione sociale, secondo quanto affermato da Richard Ji, analista presso Morgan Stanley.

In Cina Internet la pirateria è molto diffusa, e permette lo scambio di film, show televisivi e musica. E, sebbene la censura stia facendo un ottimo lavoro per reprimere l’accesso a contenuti che potrebbero causare problemi politici, non ci sono particolari restrizioni nei confronti della pirateria. Il 30 dicembre il tribunale di Pechino ha dato ragione a Baidu, un popolare motore di ricerca cinese, accusato dalle grandi aziende dell’intrattenimento di aver fornito link a file musicali pirata. Quindi, anche la pirateria sta incominciando a preoccupare il Governo, perchè permette alla popolazione l’accesso a contenuti liberi. Tuttavia, per il momento, la pirateria continua.

Un altro settore strategico per i guadagni è quello dei telefoni cellulari. Con oltre mezzo miliardo di utenti di telefonia mobile, la Cina ha più abbonati di America, Giappone, Germania e Gran Bretagna insieme, e i possessori di un cellulare sono anche gli acquirenti di suonerie, immagini, video, attraverso portali come KongZhong e Tom Online. Ogni download costa pochi centesimi, ma moltiplicati per milioni di utenti, si raggiungono cifre elevatissime. La sola suoneria “Mouse Love Rice”, per esempio, ha generato più di 10 milioni di dollari nel 2005.

Un altro grande campo d’azione è quello dei multiplayer online, che sono diventati così popolari che il governo ha cominciato a preoccuparsi per il loro impatto sugli adulti, la loro produttività e l’istruzione dei bambini. I giocatori devono pagare un abbonamento per giocare, generando altri profitti. Senza dimenticare i servizi di video in streaming riguardanti il basket professionistico americano (molto popolare in Cina) e il calcio inglese.

Ma l’area più dinamica è quella delle comunità online, molte delle quali gestite da una società chiamata Tencent. Il servizio offre un client di messaggistica istantanea e una specie di MySpace. I servizi di base sono gratuiti, ma gli utenti pagano per i vari add-ons (come gli sfondi, maggiore spazio ecc…). La maggior parte degli utenti di questi servizi sono persone che, a causa della politica del figlio unico, non hanno fratelli nè sorelle, e sono alla ricerca di amicizie virtuali. Per loro, e per molti utenti in Cina, Internet non è una semplice rete mondiale: è solo vasta quanto la Cina. Evidentemente, la comunità cinese di Internet è un mondo a sè.

Foto: Flickr

Via | Economist.com

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2 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di una_pietra

    una_pietra

    01 feb 2008 - 12:52 - #1
    1 punto
    Up Down

    Il presidente di TNT ha deciso di investire qualche miliardo di euro in cina, per avere una rete distribuitiva piu’ efficiente nell’estremo oriente,
    un giornalista gli ha chiesto come mai in cina, e non in india?

    lui ha risposto: in india? no grazia ci sta troppa confusione

  • latox

    01 feb 2008 - 13:25 - #2
    0 punti
    Up Down

    Brutta storia il comunismo..

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