Social network, le banche lavorano di più con Facebook e Twitter

Scritto da: -

Con i social network le banche hanno cambiato modo di lavorare: gli sportelli "social" sono aperti anche durante il week end

Social network Una recente indagine sul rapporto fra i social network e le banche ha messo in evidenza che Facebook e Twitter, in particolare, hanno cambiato il modo di lavorare, in meglio per fortuna: stando alle ricerche, le reti sociali rappresentano la nuova frontiera del customer care - vale a dire del rapporto con il cliente -, soprattutto perché consentono di prolungare gli orari di attività oltre il classico 9-18.

La nuova tendenza è stata messa in evidenza da KPMG, che ha fatto il punto della cosiddetta social banking: sono stati monitorati soprattutto il rapporto banca-cliente e la brand reputation, cioè il numero di fan su Facebook e Twitter, le parole maggiormente ricercate sui due social network e molto altro ancora. Tra fan e follower, pensate, sono 710mila i consumatori interessati: il che non è affatto negativo, se considerate la reputazione del sistema bancario in un periodo di crisi come questo.

Il dato eclatante sta nel prolungamento dell’attività bancaria, che, grazie a Facebook e Twitter, veri e propri sportelli social, può essere anticipata e posticipata: in diversi casi una banca apre alle 6 e chiude alle 19, proseguendo, anche se con minore intensità, nelle ore notture; nel fine settimana, pensate, sono ben 200 le attività giornaliere prodotte in media.

Social banking, le cifre

Per quanto riguarda il numero di fan, notiamo che Poste Italiane è leader su Facebook con 146mila 301 sostenitori (6mila 798 sono i fan della pagina dedicata a Postepay); IBL Banca segue con 97mila 634 fan. Al terzo posto, UniCredit Italia, cui fa seguito Che Banca! e da una delle pagine di BNL (BNL People). Su Twitter, invece, vediamo primeggiare FinecoBank con 4mila 718 follower, seguita da Ing Direct Italia con 3mila 263 sostenitori e Webank, terza con 2mila 669.

I termini più usati sono “conto”, “carta”, “codice”, “poste”, “devo”,”sapere”, “possibile”: è evidente, insomma, che il canale social è alternativo a quello ordinario.

Vota l'articolo:
3.50 su 5.00 basato su 18 voti.