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Gli ultimi attimi di una vittima su Twitter

Pubblicato: 28 nov 2007 da Cristian

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Tutelare la propria privacy e utilizzare gli ultimi servizi di social networking sono due azioni che spesso rischiano di andare una a discapito dell’altra, o per meglio dire, utilizzando questi servizi rinunciamo ogni volta ad un pezzetto della nostra privacy per i benefici che questa apertura ci porta.

E’ questo il dilemma che viene fuori anche in una puntata di CSI, dove alla ricerca di un indizio per scoprire il responsabile di un omicidio, si ricorre anche alla ricerca online su Twitter per osservare gli ultimi spostamenti della vittima.

Per ora siamo solo sul terreno della fiction, ma non troppo: è cronaca recente, il delitto di una studentessa a Perugia, quella che ha mostrato in televisione i blog dei protagonisti della vicenda e usato i contenuti come i tanti video girati con i cellulari alle feste e messi online per gli amici come una prova di colpevolezza.

Intanto un articolo apparso ieri sul Guardian affermava che sarebbero illegali, in Inghilterra, le ricerche che le aziende compiono sui contenuti presenti nei social network riferiti ai candidati per un posto di lavoro: lo afferma John Carr, che presiede la “UK Children’s Charities’ Coalition on Internet Safety”. Di diverso avviso la risposta dell’Information Commissioner’s Office, quello che è in pratica il nostro garante della privacy, che sostiene l’infondatezza di questa accusa, ricordando però a servizi come Bebo o Facebook di curare meglio l’informazione agli utenti in merito alla privacy.

Dopo questa orgia di condivisione di ogni aspetto, ora avremo più profili privati visibili solo agli amici?
[via Mashable]

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3 commenti

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  • Francesco d'Elia

    28 nov 2007 - 23:47 - #1
    0 punti
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    Non ci vedo nulla di strano.. e’ solo il mezzo che è nuovo.. Se lascio traccie su Twitter è nornamele chedegli investigatori le seguano.. Pensiamo invece delle solite paranoie sulla privacy del c**zo che non interessa a nessuno visto che tutti mettono anche i loro respiro online che questo può essere davvero un prezioso strumento di indagine e se vogliamo anche di depistazione visto che un eventuale criminale we-addicted saprebbe che uso farne….

  • ilmiomacmini

    29 nov 2007 - 09:57 - #2
    0 punti
    Up Down

    Le tecniche investigative della P.G. sono tante e tali da far sorridere nel pensare all’utilizzo di twitter come metodo investigativo … :-)

    In realtà mi domando … quanto ha pagato Obvious per questa “marchettata” in CSI?

    Quale è il suo valore commerciale?

    Se la produzione di CSI vuole, io metto a disposizione il mio blog GRATIS.

  • […] Per questo, leggendo l’articolo su downloadblog.it dove si parla un’indagine su Twitter di CSI, sono un po’ scettico quando si parla di privacy su Internet. Senza scomodare gli americani, nè purtroppo la fiction, abbiamo l’esempio del delitto di Perugia, dove quasi tutti i coinvolti avevano un loro profilo su un social network. Agli occhi di molti come fosse - in sè - una prova della colpevolezza. Per ritrarre l’assassino si è studiato in lungo e in largo un video su youtube dove faceva l’imbecille. Ma venghino siori, se gli investigatori ne hanno bisogno ho valanghe di link a video idioti! Sono per caso tutti assassini? […]