La pessimistica proiezione operata dal Nemertes Research Group sull’esplosione del web entro il 2010, resa nota qualche giorno fa, ha già fatto il giro del mondo, scatenando le reazioni più disparate, dagli strepiti dei catastrofisti pronti a calare le scialuppe di salvataggio, ai legittimi dubbi degli addetti ai lavori.
In base all’analisi della società statunitense, specializzata nel quantificare l’impatto delle nuove tecnologie sul business, i contenuti del Web 2.0 diventeranno talmente eccessivi da rallentare l’intero sistema, rendendo di fatto impossibile la navigazione. Sembra che le infrastrutture attualmente a supporto di Internet non siano in effetti idonee a sostenere il consistente aumento di dati a cui la Rete viene quotidianamente sottoposta, dal proliferare di video interattivi al sempre più fitto scambio di file di grandi dimensioni.
Nemertes stima in 130 miliardi di dollari l’entità degli investimenti necessari per impedire l’intasamento di Internet. Secondo il rapporto, solo nel Nord America occorrerebbero 42-55 miliardi di dollari nei prossimi 3-5 anni: sarebbe il minimo, secondo Nemertes, per tenere il passo con la domanda.
Scenari apocalittici concreti o solo l’eclatante manovra di un gruppo di ricerca a caccia di visibilità? Per Stefano Quintarelli non ci sono dubbi circa l’infondatezza di una simile previsione. Il noto informatico italiano, dalle pagine del suo blog dà voce ad Andrew Odlyzko, matematico a capo dello University of Minnesota’s Digital Technology Center (qui l’impressionante elenco delle sue pubblicazioni). Ecco l’illuminante parere di Odlyzko sullo studio di Nemertes:
Sì. L’ho letto. Gli autori mi hanno intervistato lungamente e mi hanno citato in alcuni passaggi ma non mi hanno chiesto di verificare alcuna bozza e non mi hanno nemmeno mandato lo studio quando lo hanno pubblicato. Come se gli interessasse solo il nome…
Il matematico conclude sollevando perplessità anche sulle cifre messe in campo da Nemertes. Come dire, al di là del sensazionalismo spicciolo, di concreto c’è ben poco…
Nicc0
27 nov 2007 - 12:16 - #1ricordo il “Millennium Bug”, che avrebbe dovuto mandare in tilt l’intero Pianeta……..
andrea314
27 nov 2007 - 12:36 - #2Fatto sta che più si va avanti più diventa problematico navigare ad una certa velocità, visto che si tende ad aumentare la banda senza fare vera manutenzione sulle reti italiane …
stpeter
27 nov 2007 - 13:33 - #3“fregnacce”?
ma siamo su downloadblog oppure su “romanaccioburinoblog.it”?
nemmeno su 06blog si permettono di usare un linguaggio simile
O_o
hellview
27 nov 2007 - 13:41 - #4sembra uno dei soliti studi fuffa sensazionalistici per pubblicizzarsi.
cmq rimane che il problema del web 2.0 sono tutti gli http client che vengono usati dai browser intasando le reti. adesso uno apre una pagina e questa fa 20 30 chiamate http, assurdo ..
Dario R.
27 nov 2007 - 13:45 - #5Dal De Mauro:
fre|gnàc|cia
s.f.
RE roman., pop., fandonia, sciocchezza: non dire fregnacce | attività poco importante o poco impegnativa
Mi spiace che l’utilizzo di un sostantivo così colloquiale, ma assolutamente codificato nella lingua italiana, ti abbia infastidito. La mia intenzione era quella di sbeffeggiare virtualmente l’ennesima Cassandra che preconizza scenari apocalittici.
stpeter
27 nov 2007 - 16:43 - #6tranquillo, non mi sono infastidito! :-)
è che da noi (veneto) “fregnaccia” o “fregna” è un’espressione particolarmente volgare, tutto qua!
Poi io sono un amante del dialeto romano, in ogni caso eh ;-)
un saluto
Luca123456
29 nov 2007 - 13:57 - #7il millenniumbbagg è stato scongiurato da john titor l’uomo venuto dal futuro. ci aiuterà anche questa volta, tranquilli.,
hjgjgj
28 gen 2008 - 15:41 - #8internet andrà bene siete voi na fregnaccia