Sunil Tripathi, utente Twitter lo riconosce nelle foto dell'attentato di Boston. Caccia alle streghe?

Dalle foto dell'FBI a Twitter: un utente del social network riconosce il presunto attentatore di Boston in Sunil Tripathi, scomparso da circa un mese. Ma è caccia alle streghe?

Sunil Tripathi

Sunil Tripathi è, come forse già saprete, il nome che si sta facendo in relazione a uno dei presunti attentatori alla maratona di Boston. Nome che su Internet non è nuovo, in quanto dal 16 marzo scorso la famiglia era alla ricerca dello scomparso Sunil, andato via di casa senza effetti personali ed - è bene specificarlo: al momento solo per questo motivo in via ufficiale - in realtà già cercato dall'FBI.

Nelle ultime settimane il caso di Sunil era diventato abbastanza noto in rete, rimbalzando tra vari siti e finendo ovviamente anche su Facebook, dove però il gruppo "Help us finding Sunil Tripathi" sembra essere stato cancellato in queste ore.

Riconosciuto via Twitter?


Dopo la pubblicazione delle foto di Boston da parte dell'FBI, la prima a riconoscere (o a credere di averlo fatto) Sunil Tripathi sarebbe stata l'utente Twitter @kmattio, come dimostra il suo primo messaggio sull'argomento:


Seguito anche da un secondo tweet, stavolta con tanto di foto destinate a documentare la somiglianza:


I due tweet sono rimbalzati anche su Reddit, facendo praticamente il giro del mondo.

Caccia alle streghe


Come dicevamo, dallo stesso Twitter sembrano esserci segnalazioni secondo le quali Sunil Tripathi non è ufficialmente tra i sospettati, provenienti dai media americani anch'essi andati piuttosto in confusione dopo il moltiplicarsi delle voci arrivate da Internet. Voci che si sono trasformate purtroppo in un boomerang anche per Kami Mattioli, che si è vista letteralmente bombardata di telefonate provenienti da diverse parti del mondo, compresa la CNN:



Il grandissimo livello di confusione sull'argomento porta a diverse considerazioni che si possono fare sul ruolo di detective di Twitter: sul social network una semplice ricerca porta a risultati molteplici, tra chi invita giustamente alla calma e chi invece si sente in diritto di andare a scavare nella vita privata di una persona, sottintendendo eventuali colpe nel possesso di una maglietta di Che Guevara. È facile comprendere l'onda emotiva che può generare un evento del genere, ma ancora una volta sembra che siamo di fronte a un uso distorto dei social network.



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