Eric Schmidt e Julian Assange: incontro segreto nel 2011

Un incontro segreto tra i capi di Google e WikiLeaks: pubblicato online la trascrizione della discussione tra Eric Schmidt e Julian Assange.

Eric Schmidt e Julian Assange a colloquio. Quello che allora era il CEO di Google e il boss di WikiLeaks si videro nel corso del 2011 in quello che fu un incontro organizzato in gran segreto, e di cui oggi sul sito d'informazione ne viene pubblicata la trascrizione completa.

L'incontro avvenne come parte della preparazione di Eric Schmidt alla realizzazione del libro scritto con Jared Cohen, intitolato The New Digital Age e in uscita in questi giorni in Nord America. All'epoca del colloquio, durato ben 5 ore, Assange era agli arresti domiciliari in Inghilterra.

Il colloquio


La discussione tra Schmidt e Assange andò ovviamente a toccare diversi punti riguardanti non solo WikiLeaks, ma anche altri aspetti della rete come la moneta virtuale Bitcoin, con l'ex CEO di Google interessato al suo funzionamento.

Per quanto riguardava invece WikiLeaks nello specifico, Schmidt chiese ad Assange di rispondere alle critiche sui danni causati dai documenti postati all'interno del sito: secondo l'hacker, WikiLeaks sarebbe stato in questo molto simile a YouTube, dove Google non poteva (e non può) controllare tutto il materiale inviato sulla piattaforma prima della sua pubblicazione online.

Un'altra domanda di Schmidt riguardò invece il presunto accanimento di WikiLeaks nei confronti dei governi occidentali, lasciando invece stare i vari regimi sparsi nel resto del mondo: secondo Assange, il problema di ottenere documenti da parte di altre nazioni, come per esempio gli Stati africani, sarebbe stato causato dall'uso di altre lingue per la comunicazione, ma soprattutto dall'uso dei canali tradizionali per l'invio delle documentazioni, a differenza della rete di computer usata invece dai governi più avanzati tecnologicamente.

Un leak da Google


Assange, che all'inizio del colloquio afferma di aver "ricevuto garanzia di vedere la trascrizione e di poterla aggiustare per motivi accuratezza e chiarezza", a fine discussione lancia invece una richiesta a Google stessa, chiedendo a Schmidt un "leak" che riguardi le richieste pervenute all'azienda americana sotto il Patriot Act. Un tipo d'informazione che Google ha poi fornito in prima persona nel suo Transparency Report, seppure con le dovute cautele e non con il livello di completezza che immaginiamo avrebbe fatto piacere ad Assange.

Via | Theverge.com

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