Google pigliatutto: caccia alle frequenze e a Skype?

Google prepara una offerta per l'asta sulle frequenze da 700 mhzDopo l'annuncio di Android, Google continua ad essere al centro dell'attenzione: prima sono arrivati i rumor sulla possibile acquisizione di Sprint Nextel, uno dei più importanti operatori di telefonia mobile in America e con cui è nata una collaborazione sulla futura rete WiMax.

Ora dopo le tante speculazioni che da alcuni mesi si fanno sull'interessamento di Google per la gara per l'utilizzo delle frequenze da 700 MHz, la cosa sembra farsi più reale e cominciano a circolare voci sulla offerta che Google starebbe per fare e che si attesterebbe sui 4,6 miliardi di dollari per ottenere il controllo dello spettro dei 700 MHz.

La scadenza è il 3 dicembre e per quella data dovremmo già sapere quali sono le reali intenzioni della società di Brin e Page: da tempo da Google sono arrivate precisazioni alla FCC per ottenere richieste preliminari sull'utilizzo della frequenza e i rapporti con Sprint sono certamente premonitori dei prossimi passi.
Da non dimenticare gli esperimenti sul wireless nell'area di San Francisco, di cui vi parlammo già un anno e mezzo fa..

A questo si associa un rumor proveniente dal britannico Guardian, che prefigura una possibile acquisizione di Skype da parte di Google.

E' ormai di dominio pubblico l'insoddisfazione degli azionisti di eBay verso quella operazione che ha visto il leader delle aste online acquisire un software che i suoi autori hanno lentamente abbandonato, a tal punto da non riuscire a raggiungere gli obiettivi di crescita e vedere così scendere il valore.
Inoltre c'è da ricordare che in agosto Skype è andato incontro a problemi tecnici che hanno bloccato le comunicazioni per un paio di giorni, compromettendo la sua immagine a livello aziendale.

Skype, forte dei suoi milioni di utenti e di un marchio riconosciuto, potrebbe diventare un asso nella manica per Google in questa partita sulle frequenze americane, anche se Google non avrebbe problemi a "sponsorizzare" una soluzione open source, garantendo subito quella apertura che sta accomunando alcuni degli ultimi progetti, da Open Social a Android.

Infine come sottolinea Jemima Kiss sul Guardian, i progetti mobile di Google sono quasi tutti sviluppati a Londra, quindi il rumor ha forse un minimo di fondamento.

  • shares
  • Mail
3 commenti Aggiorna
Ordina: