
Sicuramente avrete sentito parlare di “In Rainbows”, il nuovo album dei Radiohead che viene venduto “senza prezzo”. In pratica, agli utenti che scelgono di scaricare gli Mp3 dal sito ufficiale non viene richiesto un prezzo ben preciso, bensì un’offerta libera.
C’è chi ipotizzava un tracollo finanziario per i Radiohead, perché gli utenti della rete avrebbero potuto fare offerte ben poco generose (1 euro, ad esempio), chi invece spiegava che gli utenti e gli appassionati si sarebbero autoregolamentati e avrebbero pagato “il giusto”.
Purtroppo così non è stato, e al momento circa il 62 per cento di coloro che hanno scaricato l’album hanno fatto un’offerta di 0 Euro. In pratica, l’hanno scaricato senza pagare (e, abbiamo verificato, il sito permette di farlo senza battere ciglio, anzi ringraziandoci per aver pagato… 00,00 Euro).
Il 17 per cento degli utenti ha offerto tra 1 e 4 Dollari mentre il 12 per cento ha pagato tra gli 8 e i 15 (il costo della maggior parte degli album su iTunes è di 10 Dollari). Solo il 6 per cento ha pagato tra i 4 e gli 8 dollari, mentre un generoso 4 per cento ha sborsato tra i 12 e i 20 bigliettoni.
È vero, dunque, che il gruppo inglese non starebbe guadagnando poi così tanto, ma dobbiamo anche ricordare che, a differenza della “normalità”, in quest’occasione non dovranno dividere soldi con case discografiche e di distribuzione.
La discussione è aperta: cosa ne pensate? Siete d’accordo che il futuro della musica è il download legale? Avete scaricato l’album? E quando avete pagato?
Via | CNET News
maurobros
07 nov 2007 - 10:45 - #1Manca il dato più importante, quanti ne hanno scaricati di album?
Gnn
07 nov 2007 - 10:52 - #2Io ho preso il cofanetto!
frollina
07 nov 2007 - 11:02 - #3La musica non deve essere data via gratis. Va venduta al giusto prezzo…
@dedip
07 nov 2007 - 11:27 - #4Credo che sia un tentativo molto ardito (ma tanto loro possono permetterselo) di creare una coscienza sociale.
Per quanto riguarda il lato tecnico, a loro far scaricare una copia in più non costa nulla, io ho pagato 2£ (+0,45 di qualche tassa), e dopo averlo ascoltato non lo ritengo un grande album, ma sono comunque convinto della decisione che ho preso. La musica forse non va data gratis (io suono in gruppo e masterizzo i miei cd gratis a più gente possibile), ma chi si può permettere di farlo solo per amore della musica, perché non dovrebbe farlo, e cmq quelle percentuali sono senza numeri, il 38% di quelli che ha pagato a quanti download corrisponde?! non credo che siano proprio rimasti a bocca asciutta :)
Goldmund100
07 nov 2007 - 11:41 - #5Le opere di intelletto devono essere pagate quanto i fruitori le valutano. E’ ingiusto che un ragazzino squattrinato che ascolterà 2 volte il disco ed un manager d’impresa che ascolta il disco 20 volte al giorno, paghino l’mp3 allo stesso prezzo.
Se ci pensate è lo stesso principio sul quale Wikipedia raccoglie i fondi, i progetti opensource si basano: chi è soddisfatto paga per sostenere un progetto, senza essere obbligato, chi non lo è, pur se costretto a pagare, cerca ogni modo per “rubare”, soprattutto quando si tratta di oggetti “non materiali” come opere di intelletto.
Nicola
07 nov 2007 - 11:48 - #6Intanto, bisognerebbe sapere quanti soldi hanno guadagnato in totale finora, e in quanto tempo. In più bisogna considerare che la messa in vendita su internet esclude i costi di spedizione (che ci sono coi cd: che vengono consegnati ai negozi), i soldi per chi i cd li vende (i negozianti), i soldi che servono per duplicare i cd prima di metterli sul mercato (comprensivi di stampa e tutto il resto). Io ci metto la mano sul fuoco che ci guadagnano e basta… alla fine, gli unici costi da sopportare sono quelli relativi all’incisione del disco e delle tasse (tipo SIAE): tutto il resto è introito.
Il fatto che il 62 per cento della gente non abbia sborsato una lira per il download dipende ANCHE (non solo, chiaramente) dal fatto che in molti non sanno come pagare per acquistare in internet, o non si fidano, o essendo troppo giovani non possono farlo perchè magari non possono farsi una carta tipo postepay. dunque, non solo “ingordigia”.
Per rispondere a frollina: non è detto che la musica noon possa essere data via gratis. La decisione spetta a chi è titolare dei relativi diritti (sia il titolare del diritto d’autore, sia il titolare del diritto di proprietà/utilizzo del cd/brano legalmente acquistato).
Tafo
07 nov 2007 - 11:56 - #7Io ho comprato il cofanetto, e quindi mi son sentito legittimato a scaricare (anche) le canzoni dal sito internet…a costo zero.
Non credo di essere l’unico ad avere agito in questa maniera, quindi forse come hanno già detto altri, la statistica è un po’ imprecisa, o meglio…non tiene conto di ciò!
qwerty_
07 nov 2007 - 12:10 - #8concordo con tutto quanto detto finora
globalmente possiamo senza dubbio affermare che si tratta di una enorme vittoria dei radiohead, i quali hanno senz’altro mediamente guadagnato di più che a vendere i supporti fisici nei negozi, e inoltre si sono fatti una quantità tale di pubblicità che da sola ripaga tutto quanto
well
07 nov 2007 - 12:22 - #9 (nascondi)Per fortuna, io sono tra quelli che hanno pagato ZERO. E’ il minimo per una band miliardaria. L’album è proprio brutto..cancellato dall’hard disk dopo il primo ascolto. Fesso chi paga e ne va pure fiero..ahahahahaha
Costatina di manzo
07 nov 2007 - 12:24 - #10E’ comunque una iniziativa che segna una pietra miliare… vedremo se aprira’ una nuova strada o se invece la chiudera’ definitivamente ;-)
Niknet
07 nov 2007 - 12:33 - #11complimenti ai radiohead, sono dei pionieri e il fatto che sia “puro guadagno” senza passare per quelle sanguisughe delle major del copyright è comunque un buon risultato.
io proseguirei su questa strada [magari fissando il “minimo” ad un euretto anzichè 0!]
AI
07 nov 2007 - 12:39 - #12Io l’ho scaricato lo stesso da Bittorrent.
psychomantum
07 nov 2007 - 12:42 - #13scaricato e dato 6 euro, da musicista e linaro supporto queste iniziative!
propp_
07 nov 2007 - 13:31 - #14Bisogna considerare anche quante copie in totale sono state scaricate.
Magari chi ha sborsato 0 o 15 euro non l’avrebbero proprio comprato.
Magari la cifra totale dei paganti è simile a quella di quanti avrebbero comprato l’album…
propp_
07 nov 2007 - 13:35 - #15Magari chi l’ha pagato 0 dopo averlo ascoltato l’ha anche pagato…
Zanza00
07 nov 2007 - 13:49 - #16i veri soldi si fanno coi live :)
cmq andando alla fonte dice che sono 1.2 milioni di download
silversonicaxel
07 nov 2007 - 13:57 - #17credo si stia andando in una direzione giusta.
io metterei un minimo di offerta, per esempio un 10 cent, simbolica, che sul singolo e’ ininfluente, che sulla massa si fa sentire, per non far capitolare non tanto gruppi come radiohead, ma quelli minori e meno noti.
e limitare lo strapotere delle case discografiche, produttori, manager, per lasciare solo i produttori fisici dei compact disc da vendere.
in quel senso i cd costerebbero meno.
magari si potrebbero vender a prezzo pieno, con la possibilità poi di aver un eventuale sconto forte su un biglietto di un concerto dello stesso artista.
il discorso è molto lungo, complesso, ci sono varie, troppe sfaccettature.
ma penso che questa forma di download legalizzato sia la migliore per tutti, major escluse.
@dedip
07 nov 2007 - 14:00 - #18well sei un pirla…visto che hai pagato zero non ti dispiacerà prendere questo insulto gratuito :) (mi permetto di dirlo in quanto fesso)
il fatto che siano miliardari non vuol dire che al loro lavoro non debba essere riconosciuto un valore
chebrancodighiande
07 nov 2007 - 14:01 - #19(fonte Hardware upgrade):
1,2 milioni di album scaricati
Ai Radiohead, tutto sommato, non è comunque andata male. Il prezzo medio pagato è stato di circa 6 Dollari USA, grazie al contributo di quel terzo pagante che ha scaricato “In Rainbows”. Non essendo presente una catena distributiva con i costi tradizionali, la band ha incassato circa 2,3 Dollari ad album, contro un non troppo lontano 3-5 Dollari USA che attualmente incassa dalla vendita tradizionale, sempre riferita al singolo album.
Il problema è in ogni caso il segnale: potendo pagare anche un solo centesimo, circa due terzi fra chi ha scaricato l’album ha preferito non pagare nulla, fornendo così un assist a chi continua a vedere nella rete un problema, più che un’opportunità. Nulla di illegale, è bene ricordarlo: fra le donazioni possibili era ovviamente contemplata anche l’opzione “zero”. In ogni caso è andata persa un’occasione, speriamo non l’ultima, di dimostrare che possono esistere diverse forme di commercio di materiale multimediale gradite al grande pubblico. Poco ma sicuro, le major useranno questi dati per continuare a guardare con diffidenza l’universo Internet.
Diciamo che comunque quasi 3 milioni di dollari di guadagno effettivo in meno di un mese non sono male!Olè
chebrancodighiande
07 nov 2007 - 14:03 - #20dedip, il nostro well avrà quei 13 anni che ti fanno sparare “mazzate” a impulso! Suvvia non prenderlo nemmeno in considerazione, sai come si è a quell’età: i padroni del mondo!
Bali
07 nov 2007 - 14:20 - #21Io ho pagato 3£ +spese, e onestamente vale quanto lo ho pagato. Il lavoro non è granchè, ma l’idea di distribuirlo in questo modo mi è piaciuta.
Io sono tra quelli che non lo avrebbe comprato ad un prezzo più alto, quindi le mie 3£ sono guadagnate ;)
echomrg
07 nov 2007 - 14:50 - #22La vera misura della sostenibilità economica dell’iniziativa si può avere solamente valutando quale percentuale del prezzo di vendità di un CD e quale percentuale dei soldi pagati su internet finiscono nelle tasche dell’artista, mediamente leggevo (la fonte non so quanto sia attendibile, ma è la prima apparentemente “credibile” che ho trovato http://www.popolodellarete.it/archive/index.php/t-169.html) che a livello europeo all’artista va il 20% del prezzo di copertina. contando che nei paesi civilizzati (l’italia non rientra fra questi) un cd nuovo costa fra i 10 e i 15$ significa che all’artista entrano 1.5/2$ per ogni disco venduto.
tutto sommato non mi sembra che (anche considerando quelli che il CD non l’hanno pagato) il bilancio sia poi tanto negativo, sopratutto se si considera che probabilmente di quel 62% che non ha pagato l’album una buona parte se lo sarebbe cmq procurato senza pagarlo.
M
@go
07 nov 2007 - 15:47 - #23L’idea secondo me è valida però avrei messo un prezzo minimo, anche di solo 1$.
clauderouges
07 nov 2007 - 16:09 - #24Io credo che il futureo della musica sia il download legale su abbonamento flat. In ogni caso anche questa iniziativa dei Radiohead mi sembra buona. Non ho scaricato il disco solo perché non mi piacciono i Radiohead.
Francesco d'Elia
07 nov 2007 - 16:30 - #25Io credo proprio che sia il futuro visto anche il comportamento dittatoriale delle Major.. Anche Kilie Minouge sta aprendo il suo Social Network per bypassare le forche caudine di chi campa sull’ingegno degli altri.. Credo che far scaricare da zero sia sbagliato, si dovrebbe comunque partire da un minimo che significhi davvero “offerta” per poi arrivare a discrezione dell’utente.. Del resto anche gli utenti ne hanno vantaggi enormi, quello che sicompra è il contenuto e non la confezione anche se questa, se bella, ha il suo fascino.. Una volta si diceva PUNTO, adesso si dice DUEPUNTOZERO, l’evoluzione della specie..
livinginternational
07 nov 2007 - 17:09 - #26pagato 6 euro (al cambio, tasse incluse).
se mi dessero la possibilità di scaricare sempre album in questo modo, i loro album, sostituirei tutti i miei mp3 “emulati” con quelli “legali”, non ci penserei su nemmeno 1 secondo!
Aristotele
07 nov 2007 - 17:10 - #27Bhè io credo proprio abbian fatto una stupidata non mettendo una base di partenza, ad esempio 5 Euro. Gli servirà da lezione per il futuro. Ovvio che l’occasione fà l’uomo ladro come si suole dire.
Al€
07 nov 2007 - 19:33 - #28è anche coscienza di chi scarica l’album decidere se dargli un prezzo o no.
Piro
07 nov 2007 - 19:47 - #29l’album è bellissimo.. io l’ho scaricato da rapidshare.com… non volevo rovinargli la media.
volevo prima sentire se meritasse o no l’album.
sicuramente 1 euro simbolico glielo darò… + che altro per l’iniziativa… da lodare.
cmq o no.. questo album è vermante stupendo.. e al primo ascolto mi aveva fatto anche #@#@#re
robida
07 nov 2007 - 20:36 - #30io dico che:
1) stiamo parlando del 38% di circa un milione e mezzo di album distribuiti…..ciao iTunes e ciao negozio di dischi
2) grandissima parte del 62% che non lo ha pagato, anzi probablmente ben d più) non lo avrebbe pagato ugualmente scaricandolo in p2p o facendoselo passare da altri. quindi non si può parlare di perdita.
3) il discobox, come atto d’amore dei fan, garantisce un’entrata importante visto il prezzo. e visto che, come detto, anche qui, va tutto interamente in tasca loro.
robida
07 nov 2007 - 20:37 - #314) bisogna guardare l’operazione in una lunga prospettiva. oltre al risparmio su casa discografica e distribuzione la mossa dei Radiohead riduce ad uno zero tondo tondo le spese promozionali. non tanto del disco, quanto dei Radiohead come progetto musicale e il conseguente tour che gli strapagheranno. addio mtv e chicchessìa si cede di comandarsela.
5) sempre grazie al clamore suscitato senza costi, la major che li aveva ristamperà in cd box e chiavetta usb l’intero catalogo per natale. parliamo di valanga di royalties e diritti.
6) hanno strappato un contratto di stampa e distribuzione “tradizionale” per un prodotto già in avanzato stato di obsolescenza e anche lì prenderanno altre entrate. visto che le indie solitamente danno percentuali più alte ma, appunto, il prodotto in questione è parecchio usurato, credo i vantaggi economici saranno solo di poco inferiori a quelli che avevano in Emi.
il tutt mi sembra una stra-operazione con rendiconto potenzialmente mostruoso.
le cifrette le lasciamo a ste ricerche americane che non sanno guardare oltre il proprio naso.
Alessio
07 nov 2007 - 21:23 - #32Ciò che mi atterrisce è che coloro i quali si vantano di non aver pagato neanche un euro per questo CD poi siano sempre i primi a lamentarsi che in Italia vada tutto per il verso sbagliato. Sono i primi a prendersela col governo, con le tasse,con le case discografiche, con tutti, e forse lo fanno giustamente….
Peccato però che poi siano anche i primi a screditare qualsiasi tentativo di rinnovamento, qualsiasi tentativo di cambiare le cose, ed i primi, come in questo caso a far di tutto per screditare burlandosene chi, di fatto, per interessi personali o meno, prova a far leva sul buon senso e sull’onestà delle persone lasciando loro, una buona volta, la possibilità di pagare qualcosa al suo giusto prezzo.
Non ci sarà da meravigliarsi se la prossima volta, i Radiohead o qualcun altro, torneranno al vecchio sistema di vendita, ma se non lo faranno sarà solo grazie all’intelligenza di chi, dopo aver assegnato un valore economico al loro lavoro, ha pagato una cifra dignitosa.
Credo che sia per colpa di queste persone mooooolto furbe e intelligenti, che noi “fessi” continueremo a pagare sempre cifre ingiuste e a lamentarci, noi si avendone la facoltà, di ciò che ci circonda.
Ora, non vorrei valorizzare troppo questo evento, se vogliamo banale, ma ritengo che lo stesso discorso si possa adattare bene a molte altre situazioni imbarazzanti del nostro paese.
casaccio
07 nov 2007 - 21:27 - #33a parte che il 90% di chi non ha pagato l’album non lo averbbe comunque pagato e poi vuoi mettere che in questo modo sanno che il loro album “ha venduto” 1,5 milione e mezzo di copie on-line?!
Certamente un volume così elevato altri musicisti dello stesso calibro non lo raggiungono, poichè la gente scarica la musica via torrent, emule, rapidshare e altro falsando i risultati. In questo modo se ci sono dati effettvi sui download le radio, MTV e altri mezzi di informazione musicale riescono ad orientarsi meglio sulla musica che va
The Real Hidden
07 nov 2007 - 23:50 - #34Io l’ho pagato 2,65 £. Mi piace anche l’album non tutte le canzoni ma la maggior parte sì.
salmo69
08 nov 2007 - 10:50 - #35Io credo che i Radiohead siano soddisfatti dell’operazione.
Al di là degli incassi notevoli (3 milioni di dollari), i Radiohead non avrebbero mai venduto tutti questi album se avessero venduto in maniera tradizionale.
Il mancanto guadagno sono sicuro che verrà compensato da un maggior afflusso di fan ai concerti live.
Smirne
08 nov 2007 - 11:33 - #36Concordo con chi dice che manca il dato più importante: quanti acquisti?
Molti magari han tentato il download a 0 euro, per la pura gioia di scaricare gratis.. Ma dopo aver verificato che funzionava, hanno rifatto la transazione per una cifra accettabile.. o come nel mio caso, acquistato gli altri album in formato classico.. Anche se in effetti questo secondo caso conviene meno ai Radiohead e più alla Emi..
Generazione Web » “In Rainbows”
08 nov 2007 - 12:35 - #37[…] Per ulteriori informazioni: http://www.downloadblog.it […]
soundsblog
08 nov 2007 - 14:52 - #38[…] […]
io penso che a volte le notizie dalla blogosfera
08 nov 2007 - 17:46 - #39[…] I Radiohead distribuiscono via internet il loro ultimo album e lasciano agli utenti la scelta di quanto pagare. Dopo una settimana quasi tutti analizzano il caso e lo etichettano come un fallimento. Ma siamo sicuri che sia da considerare tale? Sicuri che le piccole offerte (non quelle che dicevano 0,00 sterline) supportate da un grande numero non hanno dato loro magigori incassi di quanti gliene avrebbero dati quelli provenienti da una vendita via classici negozi? Siamo sicuri che la versione deluxe del cd non ha portato introiti? E quanti ora acquisteranno il cd (anche tra quelli che non hanno offerto nulla)? Quanti andranno a spendere dai 25 ai 70 euro per un concerto di un gruppo che magari non avrebbero apprezzato o nemmeno conosciuto solo perchè non avrebero acquistato il cd? E infine, signori miei, chi ha offerto 0 sterline in ogni caso lo avrebbe scaricato dai vari P2P (emule, kazaa, bittorrent etc), a loro non sarebbe cambiato nulla, è cambiato invece che magari alcuni di questi almeno qualche euro lo hanno sborsato, anche se irrisoria come cifra, un supporto lo hanno dato. […]
>RoGeR
09 nov 2007 - 20:19 - #40secondo me sono tutti soldi guadagnatissimi. dopotutto molti l’avrebbero scaricato comunque senza pagare un soldo, almeno così ideologicamente parlando ognuno stabilisce il “suo” giusto prezzo. se poi per alcuni è giusto zero, che zero sia!
@dedip
11 nov 2007 - 00:58 - #41ok…avete detto quasi tutto..l’ultima cosa da non trascurare è la qualità…non dimentichiamoci che parliamo di mp3 a 160kbps…ben lontano dalla qualità di un CD..e quindi un prezzo maggiore di 3£ direi anche non serve..
;)
Gli Oasis entrano in studio
15 nov 2007 - 12:14 - #42[…] Il gruppo è attualmente senza un contratto e, seguendo l’esempio di Madonna e Nine Inch Nails, sta contrattando con alcune etichette minori. Rispondendo però a chi gli chiedeva se avrebbero distribuito il nuovo album come i Radiohead, ha risposto lapidario “non permetterò mai che un album degli Oasis sia distribuito gratis, dovranno passare sul mio cadavere”. Ok, sicuramente è stato chiarissimo e la sua risposta non lascia dubbi sulle loro intenzioni. Resta da vedere se la band di Manchester riuscirà, in questo momento di grazia del rock britannico, a vincere la concorrenza delle giovanissime band indie rock e della scena di Brighton. Io sono convinto di si, e voi? […]
suzie_q
18 nov 2007 - 15:45 - #43io l’ho appena scaricato a 5 euro, diversamente non l’avrei comprato e (forse) l’avrei scaricato illegalmente…quindi….grandi Radiohead! hanno fatto una grande promozione commerciale e una bella pubblicità…ma ciò che più conta è: hanno dato il via ad un nuovo modo di fruire della musica liberamente, molto utile per gli appassionati di musica che, come me, davvero non hanno grandi possibilità economiche!
riflettete o voi che non avete offerto nulla
“In Rainbows” dei Radiohead: ecco com
01 dic 2007 - 18:04 - #44[…] D@di per Downloadblog.it […]