Perché la Open Document Foundation vuole abbandonare il formato ODF?

ODF scaricato dalla OpenDocument FoundationLa OpenDocument Foundation ha deciso di terminare il suo supporto al formato ODF (OpenDocument Format) proposto da OASIS in favore del formato del W3C, il Compound Document Format (CDF).

Questa fondazione i cui membri sono il rappresentante del comitato tecnico di OASIS ODF Gary Edwards, il responsabile marketing di OpenOffice.org Sam Hiser, e Paul Martin, esperto legale noto come Marbux su Groklaw, era riuscita nei mesi scorsi ad ottenere il plugin ODF per Microsoft Office con supporto fino ad Office 97.

La OpenDocument Foundation afferma che il passaggio al CDF dovrebbe garantire minori rischi di infrangere copyright, maggiore flessibilità e utilizzo di standard esistenti come XHTML e SVG: secondo loro il formato ODF non sarebbe in grado di garantire apertura e flessibilità in quanto la Sun avrebbe in mano alcuni brevetti determinanti del formato e questo rappresenterebbe un limite importante di cui soffre anche il formato OOXML di Microsoft, recentemente rifiutato come standard dall'ISO.

Tutto questo avviene mentre la OpenDocument Alliance discute a Berlino con rappresentanti di oltre venti stati sulla implementazione di questo formato.

Il formato CDF pur se presenta già una lista di strumenti e tecnologie per leggerlo, manipolarlo e generarlo, non ha attualmente una funzionalità sufficiente per il settore dei documenti da ufficio: in questo momento la lotta tra il formato ODF (ne parlano spesso su OSSblog) e il formato di Microsoft è molto forte, e vede coinvolti anche alcuni stati in prima fila che hanno supportato la scelta dell'ODF sulla base della propria apertura.

Sorprende pertanto che ci si si accorga solo ora di queste restrizioni così determinanti. Cosa c'è dietro questa dichiarazione?
La risposta sta forse nelle tante risposte, ad esempio su Slashdot, che accusano la Foundation di non rappresentare nessuno e di cercare di minare la credibilità del formato ODF in favore invece di quello di Microsoft, in quanto se si sminuiscono le caratteristiche di apertura del formato "open" è chiaramente impensabile convincere chi usa un formato come quello di Microsoft a passare ad un altro formato in parte proprietario.
[via ArsTechnica]

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