
Quando sono a casa utilizzo il mitico iCal, ma quando sono fuori difficilmente riesco a fare a meno di Google Calendar. Probabilmente esisteranno molti siti migliori che danno la possibilità di farsi un calendario sincronizzato, ma con Google Calendar devo dire che mi sto trovando davvero bene.
Se tra i plugin del vostro browser avete installato Google Gears, forse vi sarete accorti che, visitando Google Calendar, spesso questo si attiva (apparentemente senza un perché).
Alcuni blogger si sono dati da fare andando a scandagliare il codice che sta dietro al calendario, e si sono accorti che è possibile utilizzarlo anche offline. Anzi: questa potrebbe essere proprio una delle funzioni (insieme alla “to-do list”, che saranno lanciate a breve in via ufficiale).
Andiamo a vedere come si attiva la funzione.
Per abilitare l’utilizzo di Google Calendar offline, basta fare il login e andare nella pagina principale del proprio calendario. Poi inseriamo questa stringa nella barra degli indirizzi e premiamo Invio:
javascript:_olp_showPromo();
Automaticamente apparirà un menu che ci chiederà se vogliamo abilitare la funzione che permette di guardare e modificare i prossimi tre mesi del proprio calendario anche se non siamo connessi a internet.
Certo, il mondo sta andando verso la connettività totale e sempre disponibile. Ma siccome può capitare che internet possa venire a mancare da un momento all’altro a casa o in ufficio, ecco che, tra un disagio e l’altro, almeno è possibile consultare la propria agenda.
Via | Googlified.com
lona79
26 ott 2007 - 07:23 - #1Quand’è invece che si potrà usare GMail offline ?
Online anche offline: i progetti possibili di Moz
05 dic 2007 - 09:03 - #2[…] Ars Technica riprende qui uno spunto interessante sul futuro di Mozilla, che potrebbe prevedere presto un insieme di servizi capaci di dialogare con il browser con un ponte tra attività online e offline. La direzione è quella che anche Google sta percorrendo (ad esempio con Calendar), e che avevamo visto con il progetto Parakey. L’idea è già una realtà implementata, spiega Ryan Paul, ad esempio da GNOME Online Desktop ma Mozilla potrebbe avere un ruolo importante nella definizione di linee guida standard per l’integrazione di web services con l’ambiente locale del desktop. […]