Qualche settimana fa avevamo parlato di HealthVault, il nuovo servizio made in Microsoft che permette di archiviare online tutti i propri dati sanitari. E nei vostri commenti si erano scatenate le polemiche sulla privacy e l’opportunità di mettere dati così sensibili online. Oggi arriva la notizia che anche Google sta seguendo la stessa strada.
Marissa Mayer, vice presidente Google per la ricerca di nuovi prodotti e l’user experience, ha annunciato che Big G entro breve lancerà un nuovo servizio per supportare l’archiviazione e il trasferimento dei dati medici degli utenti.
Il motivo di questa scelta? Google, ha spiegato la Mayer, è rimasta molto colpita quando l’uragano Katrina ha cancellato migliaia di archivi medici cartacei in uffici e ospedali. Ormai non è più necessario avere tutti i dati stampati: questi, infatti, possono essere salvati con facilità e in tutta sicurezza online.
L’idea è nobile e darebbe la possibilità di risparmiare denaro e, magari, potrebbe evitare a tanta gente di dover “sbattere da una parte all’altra” solo (per fare un esempio) per far vedere delle lastre a un dottore.
Ma la domanda è sempre la stessa? Vi fidereste a lasciare i vostri dati sensibili nelle mani di una grande multinazionale?
Via | Slashdot.org
jekko
19 ott 2007 - 03:37 - #1firefox 2.0.0.8 arrivato e installato!
Micheluzzo
19 ott 2007 - 06:27 - #2Sta cosa di Katrina mi sembra una scusa bella e buona :)
klerik
19 ott 2007 - 08:55 - #3Cmq non siete affatto di parte, nell’articolo sul servizio microsoft il titolo era disfattista al massimo “Come dare in pasto a Microsoft i propri dati sanitari”…
Cmq secondo me invece è un servizio che rivoluzionerà nel tempo il modo di vivere la propria storia clinica, ad esempio cambi di residenza, oppure uno si sente male viaggiando all’estero, basterebbe tenere nel portafigli oltre al proprio gruppo sanguigno anche i riferimenti per questi servizi e si potrebbe in un attimo avere la catella clinica di un individuo e salvarlo.
Immaginae ogni volta che uno si deve ricoverare che dee portare carte su carte molte delle quali si perdono…così invece si risparmierebbe anche su determinate analisi…
Bisognerebbe però identificare uno standard in modo che le aziende sanitarie possano avere dei riferimenti sicuri..ad esempio ogni servizio google o microsoft o altri dovrebbe poi però interfacciarsi con un servizio unico sanitario online, oppure quest’ltimo dovrebbe poter pescare semplicemente dagli altri.
rutto
19 ott 2007 - 15:50 - #4io mi fido….non mi sembra tutta questa preoccupazione.
Coxinator
19 ott 2007 - 18:37 - #5Ma a chi mai potrebbero interessare questi dati?
Come? Multinazionali dei farmaci?
Ops…