Facebook inizierà a vendere musica online?

pubblicato: sabato 06 ottobre 2007 da Cristian in: Audio Social Software Facebook

Secondo un rumor ma che verrebbe da una fonte abbastanza attendibile di AllFacebook, il social network che varrebbe dieci miliardi di dollari potrebbe aprire un negozio virtuale di musica online.

Nei mesi scorsi Facebook ha cercato a lungo un CEO per dirigere una nuova divisione e sembra che ci siano stati molti contatti con le case discografiche per proporre il proprio catalogo ai milioni di utenti di Facebook.

Indubbiamente se questa mossa di Facebook diventasse realtà sarebbero in tanti a preoccuparsi: innanzitutto quei servizi web come iLike che stanno basando il loro business su una applicazione per Facebook, e in seconda battuta il suo competitore per eccellenza, MySpace, che proprio grazie all’uso promozionale che gli artisti musicali ne hanno fatto, ha visto crescere la propria popolarità.

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Questo negozio virtuale di musica online sarebbe infine un concorrente di iTunes? Dipende, Amazon ci sta provando cercando di proporre prezzi più bassi, assenza di DRM, e interoperabilità con i diversi player con mp3 ad una discreta qualità.
Facebook come social network ha le possibilità per sfruttare l’effetto coda lunga e, come ha dimostrato in altri casi, è potenzialmente in grado di integrare le funzioni di altri servizi, da Craigslist a LinkedIn.

Continuo comunque a pensare che sarebbe necessario che i vari negozi online registrassero i nostri acquisti, in modo da poter scaricare nuovamente i brani precedentemente acquistati, in caso di smarrimento o cancellazione, e di poter scegliere di scaricarli a qualità diverse, fino almeno ad un formato looseless per chi vuole masterizzarlo su cd: altrimenti a che servono ore ed ore di lavoro sui suoni in sala di registrazione se il risultato finale deve essere appiattito da un mediocre chip di conversione digitale/analogico?

E questo indipendentemente da discussioni sul costo della musica in formato digitale, o da soluzioni in grado di mettere in discussione l’intero sistema delle case discografiche, come la scelta dei Radiohead di distribuire autonomamente sia il formato digitale della propria musica, al prezzo che dedide l’utente, sia una versione deluxe dell’album che ad un doppio cd e a tutto il materiale artistico a corredo aggiunge due vinili per veri audiofili.

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Commenti dei lettori

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  • mACHESTAIADì

    06 ott 2007 - 23:05 - #1
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    Continuo comunque a pensare che sarebbe necessario che i vari negozi online registrassero i nostri acquisti, in modo da poter scaricare nuovamente i brani precedentemente acquistati, in caso di smarrimento o cancellazione

    ma si..e poi? e poi uno acquista un iPod, lo perde, però ha diritto a riceverne un altro perchè l’aveva precedentemente acquistato??

    da un lato dite che la musica comprata online è come quella nei negozi solo che è in digitale, dall’altro scrivete queste imho fregnacce.

    SE io compro un cd e lo perdo ho diritto secondo voi a riceverne un altro in quanto il negozio ha “registrato” il mio acquisto? Ma per favore..

  • Profilo di Cristian

    Cristian

    07 ott 2007 - 10:11 - #2
    1 punto
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    Un media digitale in quanto immateriale dovrebbe essere garantito come acquisto.

    Esempio, se io compro un software online, compro una licenza d’uso, e il programma posso scaricarlo nuovamente ed installarlo in caso di reinstallazione.

    Questa è la mia opinione, e non ho detto da nessuna parte che comprare musica online è come comprare un cd in un negozio: io metto questa mia riflessione come spunto per una discussione sui diritti che compriamo quando si acquista musica online.

  • D.Black

    08 set 2009 - 14:34 - #3
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    Un download è un bene del tutto immateriale, a differenza di un qualsiasi prodotto multimedia su supporto “reale”, che può essere cd, dvd, libro ecc. Un prodotto immateriale non ha costi di produzione, per questo basta un certificato di acquisto per poterlo scaricare infinite volte. Non si può dire la stessa cosa di un cd, che ha i suoi costi di produzione, di trasporto e tra l’ altro costa anche al negozio di dischi che hai menzionato. Pensa che molte case di software permettono il download gratuito delle loro applicazioni agli utenti che hanno registrato il loro acquisto con tanto di codice seriale sul sito. Spero ti renda conto degli esempi stupidi che hai fatto e della superficialità del tuo ragionamento ;)
    P.S: se perdi la patente sei comunque registrato alla motorizzazione e te ne danno un altra, per esempio ;)

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