Pare proprio che eBay acquistando Skype abbia fatto il passo più lungo della gamba. Infatti a conferma della notizia, dopo l’uscita ufficiale di Niklas Zennstrom ex CEO di Skype ed ora CEO di Joost, è il fatto che invece dei 1.7 miliardi di dollari stimati che eBay avrebbe dovuto pagare, come consolidamento dell’acquisto in caso di raggiungimento di determinate quote di mercato, la cifra sborsata sia “solo” di 530 milioni di dollari.
Zennstrom comunque difende la sua creatura, ammettendo che nonostante la crescita non sia stata così grossa come ipotizzata all’inizio dal colosso delle aste è stata comunque considerevole. Inoltre le politiche non aggressive da sempre portate avanti da Skype lo hanno reso “ben voluto” dal grande pubblico non relegandolo a ruolo di semplice IM con potenzialità VoIP.
A sostituire Zennstrom sarà, fino a nuovo ordine, Michael van Swaaij ex responsabile delle strategie industriali di Skype.
Chissà come proseguirà a questo punto la vita di Skype, sarà sempre più integrato con eBay e PayPal? O verrà venduto al miglior offerente?
softcodex
02 ott 2007 - 08:13 - #1comunque vadano gli acquisti da parti dei big, skype rimane un gran servizio!
Cla ENJOY
03 ott 2007 - 00:25 - #2Anche il servizio che mette a disposizione Eutelia è un grande servizio!
Niknet
03 ott 2007 - 02:08 - #3beh se ebay ha speso solo la metà è meglio no??
downloadblog
05 ott 2007 - 06:36 - #4[…] eBay (57) […]
Google pigliatutto: caccia alle frequenze e a Sky
20 nov 2007 - 06:56 - #5[…] A questo si associa un rumor proveniente dal britannico Guardian, che prefigura una possibile acquisizione di Skype da parte di Google. PUBBLICITÀ PUBBLICITÀ E’ ormai di dominio pubblico l’insoddisfazione degli azionisti di eBay verso quella operazione che ha visto il leader delle aste online acquisire un software che i suoi autori hanno lentamente abbandonato, a tal punto da non riuscire a raggiungere gli obiettivi di crescita e vedere così scendere il valore. Inoltre c’è da ricordare che in agosto Skype è andato incontro a problemi tecnici che hanno bloccato le comunicazioni per un paio di giorni, compromettendo la sua immagine a livello aziendale. […]