Cina disposta a discutere di sicurezza informatica con gli USA

A seguito delle richieste del consigliere per la sicurezza nazionale statunitense Tom Donilon, la Cina si è dichiarata aperta al dialogo e pronta a discutere sulla critica situazione della sicurezza informatica internazionale.

Nel mese passato abbiamo visto come l’amministrazione USA abbia direttamente ed indirettamente scagliato una serie di bordate alla Cina sulle sue operazioni di cyberspionaggio: tra invasione di redazioni giornalistiche e individuazione del quartier generale della “Comment Crew”, ai cinesi risultava molto difficile schermirsi e dichiararsi del tutto innocenti.

La risposta di Hua Chuying, che manifesta tutto l’entusiasmo della Repubblica Popolare, è piuttosto fiorita:

“[…] La sicurezza di Internet è una faccenda globale. In effetti, la Cina è una minoranza marginalizzata da questo punto di vista, ed una delle peggiori vittime degli attacchi hacker”.

Inutile dire che questo ritornello l’abbiamo sentito parecchio. Ma Chuying ci porta persino qualche numero, dicendo che il sito del ministero della difesa cinese è stato vittima di 140.000 attacchi informatici al mese nel 2012, due terzi dei quali provenivano dagli Stati Uniti. Inutile dire che i numeri hanno poco senso, a meno che non vengano contati gli accessi unitari dei tentativi di DDoS.

Dall’Esercito di Liberazione Popolare arrivano proclami di innocenza altrettanto striduli, che commentano su come gli statunitensi non abbiano alcuna prova del coinvolgimento ufficiale né dello stato cinese né tanto meno dei suoi militari. Il vice-comandante Wang Hongguang non ha peli sulla lingua e definisce gli americani “Ladri che accusano gli altri di essere ladri”.

Una tavola rotonda sulla sicurezza informatica, dicevamo. Sono sicuro che sarà un meeting estremamente pacato ed amichevole.

Foto | Flickr
Via | Reuters

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