L'Unione Europea al voto per bandire i siti per adulti

Dopo i cittadini islandesi, qualcun altro potrebbe rimanere a secco di siti per adulti: anche noi in Italia, esatto, visto che il Parlamento Europeo voterà nella giornata di martedì 12 marzo su una proposta per bandire tali contenuti dedicati ai maggiorenni, da tutti quanti i media, compresa quindi la rete Internet.

Una proposta ai limiti dello shock che potrebbe impattare tutti e 27 i Paesi membri dell'Unione Europea, e di conseguenza i diritti (perché anche nel caso specifico l'argomento è questo) di 500 milioni di persone. Nel dettaglio, la proposta arriva da Kartika Tamara Liotard, parlamentare europea del Partito Socialista olandese: il testo dopo il break.

Questa la parte del testo dedicata all'argomento nel documento dal titolo Eliminazione degli stereotipi di genere nell'Unione europea, inviato dalla Liotard alla Commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere del Parlamento Europeo:

"6 ter. invita l'UE e gli Stati membri a dare un seguito concreto alla risoluzione del Parlamento europeo del 1997 che chiede il divieto di tutte le forme di contenuti per adulti nei mezzi di informazione e della pubblicità del turismo sessuale;"

E ancora:

"6 bis. sottolinea che una politica di eliminazione degli stereotipi nei mezzi di informazione richiede necessariamente un'azione in ambito digitale; ritiene, a tal fine, che sia necessario avviare azioni coordinate a livello europeo nell'ottica di sviluppare una vera cultura della parità su Internet; invita la Commissione a elaborare, in partenariato con le parti interessate, una Carta che tutti gli operatori del Web sarebbero invitati a rispettare;"

Rimuovere quindi i contenuti per adulti dai mezzi d'informazione, creando allo stesso tempo un documento da inviare ai provider, "invitandoli" a rispettarlo: mettendola così, sembrerebbe che la volontà sia quella di non costringere le società che forniscono accesso a Internet a fare quanto scritto nella Carta.

Nulla di preoccupante per ora, fino ad arrivare a un ulteriore punto:

"6 sexies. esorta gli Stati membri a istituire organismi di regolamentazione indipendenti al fine di controllare il settore dei media e della pubblicità e il mandato di imporre sanzioni efficaci alle imprese e ai singoli che promuovono la sessualizzazione delle ragazze;"

Si tratta comunque di un momento ancora prematuro per fare considerazioni che possano essere in qualche modo definitive: il report sul quale si voterà non costituisce un disegno di legge ma una semplice proposta, anche se al suo interno ci sono ovviamente punti sui quali fondarsi per creare un documento che possa poi risultare come DDL.

Via | Cnet.com
Foto | Flickr

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