Ieri si è tenuta a Roma l’annuale relazione dell’Agcom, l’Autorità garante delle telecomunicazioni. Oltre a parlare di telefonia e digitale terrestre, il presidente Calabrò si è soffermato anche sull’accesso alla rete e sul problema del digital divide.
Nella relazione, in particolare, si evidenzia un “rafforzamento della componente dati e una decisa crescita della banda larga sia come abbonati che per capacità trasmissiva, con una crescente attenzione ai contenuti video”.
Ma non è tutto oro quello che luccica.
Notizie che in realtà sapevamo già. Che vengano evidenziate nella sempre attesa relazione annuale dell’Agcom, in ogni caso, fanno ben sperare per il futuro, auspicando che le aziende italiane (Telecom in primis) e le autorità statali e locali facciano il massimo per annullare il fastidiosissimo gap in termini di accesso alla banda larga che c’è tra città e piccoli paesi.
NicolaG
25 lug 2007 - 09:48 - #1Queste notizie mi fanno incavolare (per non dire qualcos’altro)… Telecom non ha fatto e non farà mai un CA**O per l’ADSL in Italia!
DariuS
25 lug 2007 - 12:06 - #2Concordo!Per farti arrivari l’ADSL in alcuni punti devi dare le mazzette…ma quando arriva sto benedetto WIMAX!!!
Ciano
25 lug 2007 - 15:26 - #3Concordo pienamente e straquoto
Telecom andrebbe espropriata per interesse pubblico, si devono vergognare, ma altrettanto si deve vergognare il governo italiano (con la “i” piccola) che non ha mai fatto NIENTE (con la N maiuscola) per il digital divide
NicolaG
26 lug 2007 - 09:46 - #4@Ciano
Attivano la 20 MEGABIT nelle grandi città quando SOLTANTO IL 40% DEI COMUNI E’ COPERTO???
Che mettano almeno una 640kbps per TUTTI!
(fonte dati)
shadow
06 ago 2007 - 20:16 - #5In realtà telecom sta facendo molto..frena e regolamente lo sviluppo tecnologico del paese a proprio vantaggio. Con l’appoggio e il benestare degli organi statali competenti.
Indubbiamente prima che ‘acconsenta’ a far aprire ad altri l’offerta tecnologica avrà spremuto lo spremibile dalla sua statica e vetusta rete di comunicazioni…se la fibra e l’adsl non se lo fosse accollato fastweb inizialmente assorbendo i piu elevati oneri di inizializzazione certo Telecom non avrebbe mosso un dito. O meglio spero una lira o oggi euro.
E’ uno dei tanti colli di bottiglia di cui non ci libereremo mai in italia ficcatevelo in testa.
Purtroppo il monopolio delle telecomunicazioni da parte di un singolo privato oltre che a cozzare allegramente con una manciata di diritti costituzionali di questo (mer*doso) paese ha già causato danni culturali irreparabili a breve termine.
Telecom più che espropriata andrebbe collocata al posto che gli compete di libero operatore di un settore e non monopolista e regolamentatore di fatto delle infrastrutture e dei servizi per le telecomunicazioni di un intero paese.
Tutti lo sanno ma nessuno muove un dito, l’unica costante dell’italia dai tempi del fascismo direi. Di cui culturalmente a quanto pare gli italiani non si sono mai liberati.
L’unica speranza è chiedere aiuto all’europa che fortunatamente non è più estero e deve (o dovrebbe formalmente) regolamentare anche le nostre, chiamiamole anomalìe legislative. Che poi anomale lo sono per tutti tranne che per la legge che anzi le favorisce e incentiva.
Rimango dell’idea che questa mafia telecom presa nella sua interezza è un problema costituzionale e solo in seconda battuta riguarda la fruibilità dei servizi.