Il W3C vuole mettere i DRM dentro HTML

HTML 5Argomento DRM, nuovo capitolo: presto, le politiche di Digital Rights Management potrebbero far parte direttamente di HTML, secondo quanto starebbe studiando di realizzare il W3C, organizzazione che si occupa di sviluppare e definire gli standard che compongono il World Wide Web.

Nel dettaglio, il gruppo del W3C al lavoro su HTML ha proposto un modello per quelle che sono state intitolate Encrypted Media Extensions, grazie alle quali le politiche di controllo sull'esecuzione di materiale protetto da copyright potrebbero essere integrate direttamente all'interno del linguaggio di markup, permettendo così l'abbandono di plugin esterni sviluppati per esempio in Flash.

Il documento con il quale le Encrypted Media Extensions sono state presentate troverebbe alle sue spalle dei giganti del web come Google, Microsoft, Netflix e altri: dal punto di vista tecnico, in realtà, i DRM non sarebbero inclusi all'interno di HTML, ma piuttosto esse offrirebbero un framework per la loro creazione, dando vita a contenuti protetti.

Le polemiche sono già fioccate: Ian Hickson, ex membro del team W3C al lavoro sulle specifiche HTML, ha definito le Encrypted Media Extensions immorali, rimandando alla natura aperta dello stesso linguaggio che le dovrebbe ora introdurre. Manu Sporny, membro attuale del team, ha invece rilevato che l'attuale proposta permetterebbe di offrire solo API comuni, lasciando però agli sviluppatori il compito di creare i plugin DRM, con precise conseguenze:

"Le specifiche EME non includono uno schema DRM, ma spiegano l'architettura per un meccanismo di plugin per i DRM. Questo porterà a una proliferazione di plugin nel web. I plugin sono un qualcosa di dannoso per l'interoperabilità perché è inevitabile che i fornitori di plugin DRM non siano in grado di supportare tutte le piattaforme. Quindi, alcune persone potranno vedere i contenuti, altre no."

Come nota giustamente WebMonkey, la minaccia è quella di tornare ai tempi in cui era necessario avere installati Flash, Real Player, Windows Media Player e tonnellate di altri plugin per vedere i video, prima che fosse appunto il W3C a definire uno standard per i video con HTML 5.

Non ci resta a questo punto che aspettare per scoprire quali saranno gli sviluppi.

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