Elezioni 2013, le politiche non si giocano sui social network

elezioni 2013

Le elezioni 2013 continuano a far discutere non soltanto perché riesce davvero difficile capire chi votare, ma anche perché sono grandi i cambiamenti che stanno contraddistinguendo il rapporto fra politici e cittadini: è sempre più evidente, infatti, che – così come già successo in America con Barack Obama – i capilista e non solo stanno sfruttando al meglio non tanto Facebook quanto Twitter, e comunque i social network in generale. Ma non basta: a spiegarlo è Paola Giudiceandrea, giornalista specializzata in comunicazione politica.La coautrice di Fare politica digitale – il suo collega è Andrea Boscaro – ha spiegato, infatti, che i cinguettii da soli non servono a un bel niente; basti pensare, per esempio, sempre alla vittoria di Obama negli Stati Uniti d’America, dove Twitter, Facebook annessi e connessi hanno contato fino a un certo punto.

In una intervista di Lettera43, la Giudiceandrea è stata chiara:

Il web non sostituirà mai il lavoro sul territorio, senza il quale i voti non si prendono. Perché una campagna elettorale sul web funzioni davvero deve fare parte di una strategia di comunicazione più ampia. Poi, ovviamente, bisogna saper declinare il messaggio secondo le logiche e il linguaggio propri del digitale. [...] I social network difficilmente servono per conquistare nuovi voti e convincere un elettore di destra a votare sinistra e viceversa. Sono molto utili invece per ricompattare, e quindi riportare al voto, una parte dei delusi della politica che nelle ultime elezioni hanno scelto di non votare”.

Siamo sicuramente meno esperti della Giudiceandrea; questa considerazione, però, è un po’ strana e ci lascia davvero perplessi, semplicemente perché abbiamo un Movimento 5 stelle (qui la sua Agenda Digitale) che si è “fatto” con i social network e con questi continua a crescere (seppur fra le polemiche).

Sicuramente i partiti di Centrosinistra e il Movimento 5 stelle – ha poi aggiunto la Giudiceandrea – hanno un approccio più corretto rispetto a quelli di Centrodestra. Ma questo è dovuto anche alla natura stessa dei partiti: il centrosinistra è da sempre più ‘popolare’, nasce e si fonda sul coinvolgimento diretto delle persone. E il web diventa solo una nuova piazza virtuale. Il centrodestra, invece, tende a utilizzare questi mezzi come uno dei tanti strumenti per diffondere il proprio messaggio, senza interazione”.

E su Monti:

Personalmente, ritengo poco in sintonia con la personalità e la figura di Monti il modo in cui ha scelto di impiegare Twitter, che rischia talvolta di renderlo poco credibile”.

Non manca all’appello neanche Grillo:

Conosce – ha dichiarato l’esperta –, forse meglio di altri, i meccanismi del web e li utilizza molto bene. E soprattutto sfrutta internet per ‘fare rete’. Ma gli altri partiti sono molto più radicati sul territorio di lui”.

I grandi numeri dei social network, insomma, necessitano di (molto) altro. A vostro avviso, quale tra i partiti sta lavorando meglio per le elezioni politiche? Amesso che ve ne sia qualcuno...

Via | Lettera43

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