Elezioni 2013, l'agenda digitale del Centrodestra

Agenda Digitale CentrodestraDopo l'appuntamento all'agenda digitale del Centrosinistra, passiamo a vedere cosa propone lo schieramento politico di Centrodestra in questo ambito per le Elezioni 2013.

Dopo la sua proposta di legge relativa all'agenda digitale del precedente governo, sul sito del Popolo della Libertà appare naturalmente anche il nuovo programma elettorale, dove al punto numero 18 appaiono proprio i punti che, se eletta, la coalizione promette di portare avanti dal 2013 al 2017.

Eccoli nel dettaglio:

  • Piena applicazione, a ogni livello della PA, del Codice dell'Amministrazione Digitale

  • Scuola: compimento progetto “Scuola 2.0”

  • Rivedere i criteri per la definizione di start up innovative e creazione di zone franche urbane nei capoluoghi di provincia dotati di adeguate infrastrutture

  • Libero accesso alle reti

  • Realizzare il portale “Italia intelligente: il modello italiano”, dove raccogliere le migliori esperienze italiane e straniere

  • Portare a compimento la strategia di Open government e Open data avviata dal governo Berlusconi nell'ottobre 2011

  • Portare a compimento la realizzazione del principio generale di trasparenza assoluta della Pubblica Amministrazione, con il coinvolgimento attivo dei cittadini

  • Promuovere l'utilizzo del cloud computing nella pubblica amministrazione, per ridurre i costi dell’ICT e avere capacità di erogare servizi online a tutti

  • Diffondere capillarmente la banda larga e larghissima

  • Fatturazione elettronica

Punti tra i quali a differenza del Centrosinistra non si parla di neutralità della rete, ma superiori in numero rispetto a quelli che abbiamo visto per la principale coalizione avversaria. Sicuramente apprezzabile è la volontà di diffondere capillarmente la banda larga, sperando che sia la volta buona, così come la promessa di portare avanti strategie di Open government, potenzialmente in grado di fare bene sia alle istituzioni che ai cittadini.

Cruciale sarà anche il capitolo Scuola, anche a causa della magra figura effettuata in questi giorni dal sistema d'iscrizioni online, preoccupantemente collassato di voleva o a scuola il proprio figlio.

A proposito di startup invece, vale la pena dare un'occhiata alle dichiarazioni di qualche tempo fa di Antonio Palmieri, deputato del Pdl e responsabile Internet del partito:

"Il tema dell’agenda digitale è decisivo per l’Italia. Con la nostra proposta di legge, fortemente voluta e sottoscritta da Angelino Alfano, abbiamo scelto di guardare al futuro, mettendo al centro il sostegno alle startup innovative, eliminando vincoli burocratici e proponendo incentivi fiscali per le imprese innovative in generale e per alcune filiere rilevanti dell’economia digitale, come quella dei videogiochi."

All'interno del documento, linkato a inizio post, questi i modi di supportare le nuove aziende secondo il PdL:

  • semplificando le procedure necessarie alle loro costituzione e attivazione;

  • stabilendo per legge quali sono i requisiti per l’identificazione degli abilitatori, cioè di quei soggetti che concorrono finanziariamente all’avvio e alla crescita delle startup;

  • istituendo il «Fondo per l’Italia», per sostenere il mercato dei capitali di rischio e dunque le startup innovative;

  • vincolando le startup che beneficiano del Fondo a destinare una quota del capitale alla promozione e alla formazione di nuova imprenditorialità, in modo da creare un circolo virtuoso che alimenti se stesso;

  • estendendo i benefici fiscali, sia tramite deduzioni che con esenzioni fiscali applicabili alle startup insediate in aree a condizioni agevolate;

  • fornendo assistenza tecnica tramite l’ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internalizzazione delle imprese italiane;

  • favorendo i loro rapporti commerciali con la pubblica amministrazione;

  • prevedendo sgravi contributivi per i contratti di apprendistato;

  • prevedendo sgravi fiscali (imposta regionale sulle attività produttive), agevolazioni sul regime dell’imposta sul valore aggiunto e crediti d’imposta per particolari categorie di imprese.

Anche in questo caso infine, mancano informazioni sul diritto d'autore, altro punto cardine di una linea politica dedicata a Internet. Vedremo se verrà fuori qualcosa in questi giorni di campagna elettorale.

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