Twitter arriva nei campi, il social network rivoluziona l'agricoltura

Twitter

Altro che chiesa ai tempi di Facebook! Se parliamo di social network, a reinventarsi non sono soltanto i preti, i vescovi e i cardinali, ma anche gli agricoltori. “Sono sempre di più i giovani – spiega la Gazzetta di Luccache hanno scelto di investire in agricoltura portando in dote la freschezza dell’età insieme l’intuizione e l’entusiasmo che contraddistingue le nuove generazioni”. Fa riferimento - come potete ben immaginare - alle modalità in cui i giovani hanno preferito restare in città e continuare a coltivare i campi, anche grazie a Twitter. Vediamo perchéStando a quanto emerge da tutto l’articolo, non pochi under 30 hanno sfruttato – e stanno sfruttando – i social network (Twitter, in particolare), per promuovere iniziative di un certo peso e sfruttare al massimo il 2.0: leggere email, organizzare eventi e pubblicizzare prodotti è l’attività quotidiana dei “moderni” agricoltori, che hanno stravolto il modo di intendere i campi:

L’agricoltura –  scrive la Gazzetta di Luccaha una forte propensione all’innovazione e alla multifunzionalità; non si limita solo a produrre ortaggi e olio, vino e prodotti agroalimentari che finiscono sulle nostre tavole, è protagonista delle filiere agroalimentari, produce servizi per la comunità di diversa natura, e penso alle fattorie didattiche o alla manutenzione dei canali, genera energia pulita attraverso le agroenergie che caratterizzano l’assetto aziendale e crea opportunità di lavoro. Sul territorio c’è un grande fermento giovanile e questo è un segnale molto importante in prospettiva”.

Numerosi giovani hanno raccontato la propria testimonianza e messo in evidenza l’impegno di ogni giorno, reso produttivo anche grazie alle nuove tecnologie. Evidentemente, Facebook e Twitter non sono proprio il "male" del Nuovo Millennio (come i più conservatori si ostinano a voler credere).

Via | La Gazzetta di Lucca

  • shares
  • Mail