InfoWorld è stata una delle riviste di informatica che sono sbarcate per prime sulla rete e ad adottare tutte quelle tecniche e forme di comunicazione come il blogging, podcast, RSS, screencast e anche nelle forme di pubblicità come quella nei feed.
E’ comprensibile che sia quindi una delle prime riviste ad abbandonare la forma cartacea per continuare ad esistere solo sotto forma elettronica.
Matt McAlister, una firma storica di InfoWorld, che ora lavora per Yahoo!, ha sottolineato come questa mossa sia stata per IDG, editore oltre a Infoworld di Networkworld, Computerworld e altri titoli la mossa per sondare questa possibilità con la testata più appropriata.
Per i giornalisti di InfoWorld non cambierà granché visto che da tempo la redazione operava, senza distinzione, contemporaneamente su entrambi i fronti: una redazione che però nell’ultimo tempo aveva visto la partenza di Jon Udell verso i lidi di Microsoft, una delle firme più prestigiose di InfoWorld.
Non è in definitiva una buona notizia, perché se da una parte significa che il web sta radicalmente cambiando le forme di comunicazione e di come veicolarla, la carta stampata ha comunque dei tempi di fruizione diversi che, in una sindrome da “information overload”, portano ad una maggiore riflessione.
E la sua scomparsa non è certo cosa da augurarsi.
cacchione
25 mar 2007 - 20:22 - #1beh, probabilmente solo in italia le edicole sono ancora affollate di trashissime riviste di informativa, non che infoworld lo sia ovviamente. ma come fanno a campare? chi le compra? e sopratutto, quanto fanno schifo in una scala da 1 a 10?
candido
26 mar 2007 - 11:52 - #2io non ho mai comprato nessuna delle due categorie (quelle trash o normali) però la copertina di infoworld in foto non è niente male…..
AleMAG
26 mar 2007 - 15:41 - #3rispetto a chi ancora predilige il mondo cartaceo