Gli Stati Uniti generano, più di ogni altro paese del mondo, attività informatica considerata “maligna”. Lo rivela la consueta ricerca semestrale “Security Threat Report” pubblicata da Symantec.
Secondo i ricercatori, infatti, circa un terzo di tutti gli attacchi informatici della seconda metà del 2006 provenivano da macchine situate negli Stati Uniti, facendo così degli Usa un terreno fertile soprattutto per la crescita e lo sviluppo di spam, phishing e codici maligni. Proprio su questo terreno, l’America ha sorpassato velocemente Cina e Germania, dai quali partono rispettivamente il 10 e il 7 per cento degli attacchi.
Ma non è tutto, perché cresce anche l’attenzione (e la paura) nei confronti degli hacker.
Il motivo? Semplice: gli Usa vincono anche la classifica dei “bot network activity”, cioè quell’attività maligna che parte da computer compromessi controllati remotamente, i cui padroni molto spesso non sanno niente.
Via | The Associated Press
Al
19 mar 2007 - 11:50 - #1“cresce anche l’attenzione (e la paura) nei confronti degli hacker”
Non per essere polemico, però chiamiamoli CRACKER o PHREAKER ma non hacker!
Ciau
Bush
19 mar 2007 - 11:53 - #2E allora bombardiamoli, quei terroristi maledetti!!!
digitallex
19 mar 2007 - 12:46 - #3Ha ragione Al. Infatti:
”
HANC, acronimo di Hackers Are Not Criminals, e’ l’organizzazione no-profit composta da una community di volontari che dal 2003 ha come obiettivo primario la tutela del termine hacker e della relativa cultura.
Spesso i media usano questo termine in maniera scorretta, associando gli hackers a ai criminali informatici, dando origine ad una errata e diffusa idea.
I motivi che spingono i mezzi di comunicazione a diffondere tali falsita’ sono molteplici. Uno tra i principali e’ sicuramente il fatto che l’hacker, usato come capro espiatorio ogni qualvolta si parli di reati informatici, rende piu’ sensazionale la notizia.
Oggi HANC lavora per divulgare il vero significato del termine hacker, per informare il mondo in merito alla cultura e la filosofia che sta dietro alla comunita’ hacker, spiegare cosa e’ il free software, l’open source, le liberta’ digitali, […]”.
Fonte: http://www.hancproject.org/wp/?page_id=5
Tancredi Matranga
19 mar 2007 - 14:43 - #4non generalizziamo, gli hacker sono una cosa e i cracker un altra,quando parliamo di attachi informatici in generale sarebbe piu opportuno parlare di cracker.
boss_frog
19 mar 2007 - 15:23 - #5il problema è che un termine come ‘cracker’ sarà pure filologico, ma la sua diffusione è fortemente limitata dal fatto che se parli di cracker in italia ti chiedono se sono salati in superficie
shirin
19 mar 2007 - 15:56 - #6a) chiamiamoli con il loro nome per santa cortesia:
lamer o cracker
a quanto detto da “digitallex” aggiungo:
di solito gli hacker sono presi come capro espiatorio anche da taluni programmatori che per mascherare la loro incapacità nel creare un programma/sito non bacato danno la colpa a chi sa fare il lavoro e che gentilmente e onestamente li avvisa di determinate situazioni dando questo modo appiglio alla stampa di usare termini sbagliati.
boss_frog
19 mar 2007 - 16:48 - #7ma che discorsi shrini.
immagina di sentire qualcuno sul pianerettolo del tuo appartamento che armeggia con dei ferri e cerca di forzare la serratura della tua bella blindata nuova di pacca.
tu esci e mantentendo il sangue freddo gli chiedi cortesemente cosa per bacco stia facendo.
lui ti risponde con innocenza: “caro signor shirin sono qui per verificare che il fabbro abbia fatto un buon lavoro.. non vorrei mai che avesse buttato via dei soldi”.
questo fanno gli hacker?
ababu
19 mar 2007 - 19:24 - #8Forse non sai che molti hacker sono assunti e pagati per verificare l’integrita di certi sistemi. Chi più di altri conosce tutti i trucchi dell’apertura di una cassaforte se non un ladro stesso?
boss_frog
19 mar 2007 - 20:12 - #9quindi gli hacker ‘assunti’ continuano a chiamarsi hacker?
pensa un po’, credevo si chiamassero ‘responsabili della sicurezza informatica’
Hackers are not Crackers » GLI ATTACCHI INF
04 lug 2007 - 14:10 - #10[…] Tratto da: http://www.downloadblog.it/post/3682/gli-attacchi-informatici-partono-dagli-usa […]