Twitter non può più visualizzare bene le foto di Instagram, è "Photo Wars"

“Ci vorrebbe una bella guerra” diceva il classico nonno brontolone, ma ormai di nonni che la guerra l’hanno fatta davvero scarseggiamo, e comunque dubito che pensassero ad una guerra tra servizi di social media. Eppure di guerra si tratta, un conflitto commerciale durissimo tra Twitter ed Instagram, che ormai da tempo è sotto all’ombra dell’arcirivale Facebook.

La “guerra di immagini” tra i due network ha appena avuto un’escalation improvvisa: durante la giornata di mercoledì Instagram ha disattivato la capacità di Twitter di visualizzare le immagini, che finora erano ben incapsulate ed impaginate nei tweet - Le cosiddette Twitter Cards.

Kevin Systrom, direttore esecutivo di Instagram, ha annunciato di voler progressivamente disattivare tutte le funzioni di embed su Twitter, rimuovendo la possibilità di inviare le immagini al social network - Questo dovrebbe, almeno nei suoi piani, redirigere il traffico verso il sito di Instagram. La manovra è un attacco diretto, perchè Systrom ed il suo team hanno consentito a Tumblr, Foursquare e (ovviamente) Facebook di mantenere la capacità di visualizzare bene le immagini.

Al momento su Twitter le foto restano, ma l’esperienza è simile a quella che c’era prima dell’introduzione delle Twitter Card, un metodo di impaginazione molto ordinato. Se si clicca sul link generato nei tweet, ora si viene portati su Instagram e l’immagine quando appare su Twitter è generalmente ritagliata a caso o poco centrata.

Difficile dire se Instagram abbia segnato un autogol, visto che il suo traffico è di 100 milioni di utenti ed è disponibile il supporto di un mostro sacro come Facebook, che ritengo essere in parte l’artefice di questa strategia della terra bruciata. Instagram ora ha la sua interfaccia su web, e può sopravvivere senza Twitter, che ha dato da tempo segni di tollerare male la collaborazione con il network delle foto modaiole. Nei mesi scorsi infatti lo ha bandito da alcune funzioni dell’API ed ha iniziato a testare una feature di filtri fotografici allo scopo di rimpiazzarlo.

Via | New York Times

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