La Russia continua la lotta diplomatica per "frantumare" Internet

Il governo russo vede Internet come una minaccia internazionalista al suo dominio del territorio, un punto di vista piuttosto strano per una potenza economica che sembra generare una serie quasi infinita di pericoli informatici per il resto del pianeta.

Eppure già in passato avevamo avuto modo di discutere di come Putin e la sua intellighenzia sia stata promotrice di una campagna per sovvertire l’ordine mondiale dei domini, spingendo molto per il coinvolgimento delle singole nazioni nella gestione della Grande Rete.

Sotto al contrattacco mediatico, la Russia non ha rinunciato all’idea di frammentare la rete per controllare capillarmente l’informazione sul proprio territorio, ma è stata se non altro costretta ad abbassare i toni di una polemica che rischiava di accomunare la nazione a regimi spietati come quello cinese o addirittura alla Corea del Nord.

La vecchia proposta di strappare ad un ente neutrale e non-governativo come l’ICANN e ad i gruppi di ingegneria multi-stakeholder come l’Internet Society per conferire il controllo all’ITU è stata modificata sostanzialmente nel linguaggio, se non nella sostanza. L’ITU è l’acronimo di International Telecommunications Union, ed è sotto al controllo delle Nazioni Unite.

Sebbene possa sembrare sensato che un ente sovranazionale controlli i protocolli di trasferimento ed i domini Internet, la realtà è che sovvertirebbe l’ordine delle cose fino a lasciarci - di fatto - senza una vera Rete. All’improvviso ogni nazione potrebbe decidere del traffico sul proprio territorio, escludendo chi vuole ed impedendo ai cittadini di connettersi ai siti esteri - se l’idea che una connessione a Gmail sia potenzialmente considerata come una chiamata intercontinentale non vi esalta, allora capirete come la cosa possa preoccupare.

Come dice CNet l’ITU stesso è stato colto di sorpresa quando è venuta alla superficie sulla stampa specializzata quale fosse il piano di Putin, al punto da far apparire quasi schizofrenico il suo segretario generale Hamadoun Toure, che il 7 novembre ha affermato su Wired che non è in programma nessuna discussione sulle risorse critiche di Internet come la regolazione dei domini da parte dell’ICANN

Queste sono dichiarazioni in netto contrasto col passato, dato che poco tempo fa aveva dichiarato di collaborare a stretto contatto con un governo russo che non ha mai nascosto di essere intenzionato di spostare all’ITU la gestione del controllo su Internet (per poi stringere un pugno di ferro sul traffico russo).

A dicembre ci sarà la WCIT, la conferenza mondiale sulle telecomunicazioni internazionali, e siamo sicuri che la Russia farà la sua prossima mossa. La nuova dichiarazione è più “delicata”, vero, ma il piano per minare Internet e frammentarlo è assolutamente all’ordine del giorno per tutta una serie di nazioni che non crede affatto che il fluire libero delle informazioni sia una buona idea.

Foto | Flickr
Via | CNet | Wired

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