Israele condivide in tempo reale su Twitter le campagne anti-Hamas

Le truppe dell'IDF, le Forze di Difesa Israeliane, sono in questi giorni impegnate in una serie di azioni militari contro Hamas - Ne abbiamo visto gli effetti sui giornali. Questa volta i militari d'Israele hanno deciso di fare qualcosa di diverso dal solito per raccontare la propria versione della storia: niente conferenze stampa, ma piuttosto tweet.

Moderno, certo, forse anche troppo. Chiunque stia gestendo l’account dell’IDF è assolutamente in grado di comunicare usando questo media. Volete un esempio? Guardate il tweet all’inizio di questo articolo.

L’uso degli hashtag accomuna in modo inquietante l’annuncio della campagna militare alle migliaia di banali tweet dei fan degli One Direction, ed in effetti #Gaza, #Hamas e #Israel sono puntualmente diventati trending topic per ore dopo la pubblicazione del comunicato.

L’uso del social media in questo caso è spregiudicato. Tra i vari tweet ci sono aggiornamenti in tempo reale sulle operazioni di combattimento, descrizioni delle rappresaglie da parte di Hamas e dettagli sulle misure difensive adottate - Il tutto ovviamente condito dalla propaganda necessaria ad una macchina bellica. È ovvio che nulla di quello che viene riportato dall’IDF va preso per oro colato. Sono certo che ci sia una grossa percentuale di disinformazione, servita apposta a qualunque nemico possa ascoltare un canale pubblico.

Forse il culmine dell’assalto mediatico è stata la pubblicazione tramite tweet di un poster che proclamava l’uccisione di Ahmed Jabari, capo militare di Hamas. Le forze armate israeliane colpiscono duro tanto sul campo di battaglia che sui social network - E non si sono limitate a Twitter, anche i loro account di Facebook e Flickr vengono aggiornati in continuazione.

Mike Isaac di AllThingsD ha esaminato la faccenda e preso in considerazione un problema insito nell’atteggiamento di Twitter e degli altri network coinvolti nella campagna mediatica israeliana. Se qualsiasi utente privato diffondesse comunicati come questi, che comprendono innumerevoli minacce assolutamente credibili alla vita di qualcuno, i suoi tweet sarebbero rimossi. Un privato sarebbe subito arrestato, uno stato, a quanto pare, può invece fare quello che vuole - Ed è certamente pericoloso per un’azienda, anche una potente multinazionale, inimicarselo.

Ma come si fa a restare impassibili quando Twitter diventa il canale per scambi di battute come questa?

Via | AllThingsD

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