Il cybercrime costa sempre meno in Russia. C'è tanta concorrenza sul mercato

Nelle pagine di Downloadblog e dei giornali di tanto in tanto si leggi di DDoS, di violazioni della privacy, di botnet e di altri fenomeni legati al cybercrime, spesso il frutto delle “fatiche” di instancabili criminali che sembrano dotati di conoscenze quasi arcane. Le cose non vanno proprio così, anzi, basta dare un’occhiata al vero e proprio “listino dei prezzi” dei crimini informatici fornito gentilmente dalla comunità underground russa per rendersi conto di come la "poesia" del mondo degli hacker sia morta da anni.

La lista della spesa è degna di un supermarket. Un botnet intero costa €540, ma affittarlo per un’ora è solo €2. Un DDoS costa circa €20 per una singola giornata (magari volete assediare un call center o il sito di un concorrente?), mentre la spam può costare solo €40 ma arrivare anche a centinaia di euro - dopo tutto mettere sul mercato del vix4gra è un investimento, non vorrete mica lesinare con il marketing?

Poi si può andare a cercare un altro genere di affare estremamente lucrativo: guardare nelle caselle di posta degli altri, o nei loro account dei social media. Violare una casella corporate costa €387, una casella Gmail €124, un account di Twitter, LinkedIn o Facebook circa un centinaio.

I dati arrivano da Trend Micro e riportano quanto questo sottobosco criminale russo sia una community vibrante in cui tutto è concesso - finchè ha il giusto prezzo, per lo meno. Il mercato è così maturo che i prezzi stanno calando sensibilmente a causa dell’eccessiva concorrenza, ed i software per creare botnet e rootkit sono studiati e migliorati dalla comunità, come normali progetti open source. È il caso di ZeuS, un trojan che è in giro da sei anni e fa da banco di prova e pet project per hacker vecchi e nuovi.

Mentre per i criminali ed i loro clienti calano, però, i prezzi restano sempre altissimi per chi deve sistemare i danni di un’infestazione, DDoS o invasione della privacy. Se mercati come quello russo (o quelli paralleli che si possono scoprire in Cina e Brasile) prosperano, lo stesso non si può dire delle aziende di tutto il mondo, martoriate dalla crisi e comunque costrette sempre di più a proteggersi dai pericoli informatici.

Via | Wired UK

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