Il bullismo digitale non è soltanto un problema dei giovani naviganti

Fotografia di CyberbullingQuattro ricercatori inglesi – Dr. Christine Sprigg, Dr Carolyn Axtell e Sam Farley della University of Sheffield e Dr. Iain Coyne della Nottingham University – hanno effettuato uno studio sul fenomeno del bullismo digitale scoprendo che 8 lavoratori britannici su 10 ne sono stati vittima. Una statistica destinata a confutare l'opinione diffusa che il cyberbulling sia un problema degli adolescenti sui social network. L’indagine ha avuto luogo durante il Festival of Social Science dell’Economic and Social Research Council (ESRC).

Circa l’80% degli impiegati delle università britanniche intervistati ha subito un atto di bullismo digitale negli ultimi sei mesi e una percentuale dal 14% al 20% di loro ha dichiarato d’essere tuttora vittima del cyberbulling una volta alla settimana. Una cifra paragonabile a quella degli studenti presi di mira dai bulli a scuola, molto più elevata dei dipendenti che denunciano i casi di mobbing — solitamente associati all’attività lavorativa. Secondo i ricercatori, ciò diminuisce la soddisfazione e aumenta gli sforzi mentali.

Il problema principale è che non esistono delle leggi che possano condannare il cyberbulling: le vittime, peraltro, esitano a denunciarne i casi perché i danni subiti sono considerati infinitamente meno gravi di quelli causati dal bullismo offline. Senza esagerare, l’approccio istituzionale al fenomeno – ricordando che la ricerca riguarda il Regno Unito – sembra paragonabile a quello dello stalking. Finché non si registrerà un numero cospicuo di suicidi, è difficile che il legislatore consideri l’ipotesi di prevenirne le cause.

Via | Discovery News

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