SurfCast fa causa a Microsoft: "abbiamo inventato i Tile di Windows 8 nel 1990"

Nemmeno il tempo di festeggiare il successo dell'appena rilasciato Windows 8 - 4 milioni di aggiornamenti venduti in quattro giorni - che a Redmond arrivano i primi grattacapi legali. SurfCast, azienda di Portland che si occupa di sviluppo di software e sistemi operativi, ha citato Microsoft in giudizio per la presunta violazione di un suo brevetto, presentato nel 2000 e concesso nel 2004, circa i Live Tile, le "mattonelle" che sono alla base della nuova interfaccia del sistema operativo lanciato da Microsoft.

Il brevetto (qui tutti i dettagli) è relativo ad un "sistema e metodo per mostrare simultaneamente multiple fonti di informazioni", che è proprio ciò che fanno i Tile di Microsoft già da un paio di anni, quando fu lanciato Windows Phone 7: "icone" dinamiche ed interattive che si aggiornano in tempo reale con informazioni in arrivo dalle fonti più disparate, dall'email a Twitter, dalle foto ai siti internet.

Microsoft li utilizza dal 2010, ma quelli di SurfCast sembrano essersene accorti soltanto ora, dopo la promozione martellante di Microsoft e dopo il rilascio nei nuovi prodotti, con gli sviluppatori che si affannano per creare live tile per le proprie applicazioni. E l'accusa tiene conto anche di questo particolare. SurfCast non contesta a Microsoft soltanto l'accusa di violazione del brevetto, ma anche l'aver incoraggiato gli sviluppatori a violare tale brevetto.

Ovid Santoro, CEO di SurfCast, ha dichiarato alla stampa: "abbiamo sviluppato il concetto dei Tile negli anni 90, avanti coi tempi. I Live Tile di Microsoft sono al centro dei suoi nuovi sistemi operativi e sono coperti dal nostro brevetto". Per questo l'azienda chiede a Microsoft di riconoscere la violazione e di pagare tutti i danni causati finora a SurfCast.

Microsoft per il momento ha preferito non commentare pubblicamente la questione, ma state pur certi che il silenzio non durerà ancora a lungo.

Via | TNW

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