Amazon chiude l'account di un utente e cancella il contenuto del suo Kindle

I termini e le condizioni del Kindle Store parlano chiaro: "i contenuti Kindle sono concessi in licenza, non venduti […] Amazon può legalmente revocare il tuo accesso al Kindle Store e al contenuto Kindle senza alcun rimborso". Lo ha scoperto, a suo spese - è proprio il caso di dirlo - una donna norvegese, identificata solo come Linn, che si è vista chiudere il proprio account da Amazon e cancellare tutto il contenuto del suo Kindle senza avviso e senza alcuna spiegazione.

Solo dopo aver chiesto delucidazioni al servizio clienti di Amazon è stata illuminata sull'accaduto: "abbiamo scoperto il suo account è direttamente collegato ad un altro account che era stato chiuso per abuso delle nostre policy. Pertanto il suo account Amazon.co.uk è stato chiuso e tutti gli ordini aperti sono stati cancellati".

La risposta di Amazon è stata piuttosto vaga e quelle che sono seguite non sono state da meno. Linn ha chiesto spiegazioni su queste presunte violazioni ed informazioni sull'account collegato che Amazon avrebbe chiuso in passato. Niente da fare: "non siamo in grado di fornirle informazioni dettagliate sul modo in cui mettiamo in relazione gli account collegati, ma le confermiamo che abbiamo rivisto il suo account sulla base delle informazioni fornite e siamo spiacenti di informarla che non sarà riaperto. La chiusura dell'account è un'azione permanente. Tutti gli account che verranno riaperti saranno chiusi allo stesso modo".

Il caso di Linn, per quanto assurdo possa sembrare ad un occhio superficiale, non fa che riaccendere i riflettori sul DRM mostrano il suo lato peggiore. Se un distributore pensa che tu sia un imbroglione può toglierti tutto quello che hai "acquistato" da lui. Perché, alla fine dei conti, non hai acquistato nulla, hai soltanto noleggiato quel contenuto per tutto il tempo stabilito dal distributore. E non c'è nulla che tu possa fare al riguardo.

Le condizioni di utilizzo del servizio sono molto chiare ed Amazon - così come tutte le aziende che offrono contenuti in Digital Rights Management (DRM) - non è tenuta a fornire alcuna spiegazione. La vicenda, infatti, si è conclusa con un invito di Amazon a smetterla di chiedere informazioni e a rivolgersi alla concorrenza:

Siamo spiacenti di non aver risolto la questione in modo soddisfacente per lei. Sfortunatamente non saremo in grado di offrirle ulteriori spiegazioni e delucidazioni sulla vicenda. Le auguriamo buona fortuna nella ricerca di un venditore che sarà in grado di venire incontro alle sue esigenze.

Non sapremo mai cosa sia successo realmente con l'account della signora Linn, ma l'ipotesi avanzata da Cory Doctorow di BoingBoing.net sembra la più plausibile: la donna, residente in Norvegia, potrebbe aver fornito ad Amazon l'indirizzo di un amico residente in Inghilterra per potersi iscrivere alla versione inglese di Amazon ed acquistare così gli eBook dallo store britannico. E Amazon vieta un comportamento simile, dal momento che gli editori vogliono tenere sotto controllo cosa e in quale Paese viene acquistato.

Via | The Guardian

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