I Musulmani protestano ancora davanti all'HQ di Google: "Basta con l'era della derisione"

Sono stati ben 10.000 i musulmani che si sono radunati per protestare davanti al quartier generale londinese di Google. Lo scopo era di dimostrare civilmente ma con vigore contro il film che Google si rifiuta di bannare da YouTube, quel famoso “Innocence of Muslims” che è stato usato come scusa dai gruppi terroristici per alcuni terribili atti di violenza, tra cui l’omicidio dell’ambasciatore americano a Benghazi.

La protesta non è la prima, ma la sua importanza è andata precedentemente eclissata dai fatti avvenuti in Nord Africa ed in Medio Oriente. 10.000 persone sono davvero tante, ed in questo caso sono compatte e presentano un fronte unito di cartelli che accusano Google di terrorismo morale. Secondo le loro parole 1,7 miliardi di persone sono state “ferite” nella loro fede dal filmaccio, prodotto in America e per essere sinceri caratterizzato da qualità artistiche pessime.

Dal canto proprio Google tiene duro, anzi, non sembra neppure particolarmente impressionato, abituato com’è a trattare con regimi autoritari e folle internettiane inferocite.

“Lavoriamo duro per creare una comunità che […] consente alle persone di esprimere opinioni differenti. Questo può essere complesso, perché ciò che è OK in una cultura può essere offensivo per un’altra. Questo video, disponibile ovunque sulla rete, è pienamente compreso nelle nostre linee guida, quindi resterà su YouTube.”

I manifestanti islamici, tra cui dozzine di Imam che si esprimono in arabo, urdu ed ovviamente inglese non sono proprio convinti da questi discorsi. Ritengono che la persona del Profeta sia intoccabile come lo sono i diritti umani. Se solo ne saranno capaci, sfileranno in un milione davanti ad Hyde Park nelle prossime settimane.

Alla domanda dei giornalisti su dove fossero le donne, la risposta è stata “Ci sono, giusto qua dietro a noi”.

Via | Telegraph

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