La crociata del porno contro i cyberlocker: 54 siti chiusi in 90 giorni, altri 50 decapitati

Non è affatto sbagliato parlare di crociata dell'industria pornografica contro il mondo dei cyberlocker, sempre più in bilico dopo il grande scossone generato dalla chiusura di Megaupload. In questo caso, però, a rappresentare l’industria per l’intrattenimento degli adulti è una sola persona, il businessman australiano Robert King, l'uomo che pochi mesi fa ha dichiarato guerra ai cyberlocker, accusati di danneggiare tutta l'industria dell'intrattenimento.

E, a ben vedere, quelle minacce non erano affatto infondate. Il metodo scelto da King era semplice quanto efficace: colpire i portafogli di questi siti e costringerli a chiudere. Come? Costringendo i vari servizi di pagamento via internet ad interrompere le partnership con queste tipologia di siti, lasciandoli di fatto senza una modalità di generare entrate e portandoli così alla chiusura.

A soli 90 giorni da quell'annuncio possiamo già parlare di vero e proprio bollettino di guerra, come ben documentato da TorrentFreak, da sempre vicino alle questioni legate alla pirateria digitale. In questi tre mesi King è riuscito ad interrompere una o più forme di pagamento per ben 503 siti: di questi, 54 hanno chiuso i battenti, 34 sono rimasti senza servizi di pagamento e 22 sono ormai prossimi alla chiusura.

L'attività del businessman, conosciuto online come AdultKing, è ben documentata sul sito StopFileLockers.com, che oltre ad elencare tutti i siti decapitati, sta diventando un punto di riferimento per tutti i detentori di copyright che desiderano veder distrutti i responsabili delle violazioni che costano loro tante perdite economiche.

Tramite l'apposito form chiunque può inviare segnalazioni al sito e far partire l'attività di distruzione di questo o di quel cyberlocker. Ma King non è l'unico che sta agendo in questo modo: come scrivevamo nel giugno scorso, questo stesso modus operandi è stato adottato dalla Adult Content Industry United Foundation (ACIUF), fondata dai professionisti dell’industria per adulti proprio con l'intenzione di distruggere i tanti siti che permettono agli utenti l’upload e il download di contenuti pornografici protetti da copyright.

Le due crociate sono finanziate dalla Manwin, l’azienda proprietaria di YouPorn, PornHub, XTube, Tube8, ExtremeTube e SpankWire. Senza il supporto economico della Manwin, lo ha confermato lo stesso King, questa crociata non sarebbe stata possibile.

Tra le vittime più illustri di StopFileLockers.com figurano Netload, FileFactory, DepositFiles e Uploaded.to, che hanno tutte perso PayPal come forma di pagamento in seguito alle segnalazioni giunte al sito, mentre tra i sistemi di pagamento online che, in seguito all'intervento di King hanno deciso di smettere di collaborare coi siti di file-hosting ci sono Moneybookers/Skrill, HiPay, AlertPay/Payza, 2CO, Paxum e CCBill, oltre allo stesso PayPal. E tutto questo in appena 90 giorni di attività.

Se Manwin continuerà a finanziare queste crociate - e ad oggi, visto il successo riscosso, non c'è alcun motivo per cui debba fermarsi - in molti altri cadranno per mano di King & Co.

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