La Casa Bianca conferma di essere stata vittima di un cyber attacco

Dopo alcuni tentativi di insabbiare e di minimizzare l’accaduto, la Casa Bianca ha dovuto ammettere di essere rimasta vittima di un cyber-attacco.

Sebbene non ci siano state ripercussioni, si tratta di un caso serio. La prima fonte ad averne fatto parola è un sito allineato con il partito conservatore, che ha descritto la faccenda senza farsi troppi problemi di diplomazia: l’attacco proviene dai cinesi e ha avuto come obiettivo l’Ufficio Militare della Casa Bianca.

Un portavoce dell’istituzione è stato costretto a correre ai ripari e spiegare la situazione dal punto di vista ufficiale. Secondo le sue parole il sistema bersagliato non conteneva dati riservati e l’assalto è stato subito riconosciuto, intercettato ed isolato prima che si registrassero danni.

La metodologia non è niente di esiziale o innovativo. Non ci troviamo di fronte ad un nuovo, apocalittico Flame cinese ma ad un semplice caso di spear phishing. Con questa terminologia si descrive la tattica di inviare mail contenenti frasi e termini familiari, allo scopo di indurre un soggetto a cliccare su un link e contaminare il computer bersaglio.

Descritto così, l’attacco è soltanto un “tentacolo” casuale di qualche cyber-criminale, non certo una strategia di guerra informatica affidabile. Il sito conservatore (che si chiama Free Beacon) ha ovviamente rigirato la frittata per accusare Obama di essere “debole” nelle proprie difese contro gli stranieri.

Sebbene la storia dell’attacco sia vera e non mera propaganda elettorale, non è nulla di più né di meno di quanto chiunque al mondo si possa attendere da una regolare giornata di mail: un’esca nascosta nella spam.

Foto | Flickr
Via | Politico

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