Gaia, un clone opensource nato dal reverse engineering di Google Earth, ha dovuto chiudere i battenti dopo che ha ricevuto una richiesta ufficiale da Michael Jones, capo progetto di Google Earth, Maps e Local.
Nella lettera viene spiegato che il progetto Gaia (di cui trovate qui una copia del vecchio sito) deve chiudere, non tanto perchè a Google non piace l’utilizzo dei propri dati, ma perchè i contratti che vincolano l’utilizzo di questi stessi dati ne impediscono l’utilizzo da terzi. Infatti il motore di ricerca non è il proprietario delle mappe che tutti i giorni noi ci divertiamo ad usare, ma è solo un fruitore con ben precisi doveri, primo tra i quali impedirne l’utilizzo da altre persone/aziende.
Il capo progetto di Earth, ha chiesto quindi di utilizzare le mappe gratuite fornite dalla Nasa, o da altri enti, che hanno una licenza di utilizzo più permissiva e lo sviluppatore opensource ha accettato.
grazie a Maurizio per la segnalazione
Ariel
27 nov 2006 - 02:27 - #1Google a me sembre sempre più un gigante buono.. ho sempre paura di senti il puzzo di bruciato un giorno, ma per ora non ne ha fatta una sbagliata a mio parere!
Napolux
27 nov 2006 - 08:00 - #2Google paga per poter usare le mappe NavTeq o di altri fornitori.
Ok l’opensource, ma se cracca Google Earth per accedere a dati che Google ha pagato profumatamente e usarli a sbafo…
Si cade nel cracking…
Federico, A. Moretti
27 nov 2006 - 09:56 - #3Sicuramente d’accordo con Napolux ma, almeno, non si consideri Google più "virtuoso" d’altre aziende del settore (e.g. Microsoft)… :-
Aspide
27 nov 2006 - 10:21 - #4E perchè non considerarlo più virtuoso visto il gesto? Non ha fatto chiudere Gaia per il reverse engineering, ma ha solamente chiesto di non usare le mappe visto che Google ha degli obblighi. Penso che se voleva poteva poteva eccome creare complicazioni al team di sviluppo Gaia per aver “crackato” il suo engine o sbaglio?
Ariel
27 nov 2006 - 10:34 - #5appunto! D’accordissimo con Aspide… Microsoft avrebbe già fatto causa…
Google fino ad oggi s’è comportata benino riguardo le forme dei suoi copyright: una politica di “quasi”-apertura! A mio parere è ciò che la tiene così tanto in vita… se fosse una vera seconda microsoft, nessuno le darebbe questa importanza
Federico, A. Moretti
27 nov 2006 - 13:51 - #6Sicuramente… mi riferisco piuttosto alla natura “commerciale” di G.: avrebbe soltanto guadagnato da un’“apertura” delle mappe… o, no? :)
Ariel
27 nov 2006 - 14:52 - #7si… d’accordo
thisend
27 nov 2006 - 16:53 - #8Google si è sempre comportata bene in tutto, due cose solo per me ha sbagliato e anche se non centrano con l’argomento del post fa niente: la prima è stata il fornire i dati al governo cinese quando questi glieli ha chiesto (la privacy prima di tutto, google in questo campo può essere pericoloso dato che sa tutto o quasi di noi) e poi l’acquisizione di youtube che trovo profondamente sbagliata..
floriano
27 nov 2006 - 21:01 - #9anche wikimapia.org farà la stessa fine? :(
ciko
28 nov 2006 - 11:17 - #10@floriano:
wikimapia usa le api di google, non fa nulla di cio’ che faceva invece gaia. Usufruisce del servizio in modo “lecito”
Video: Cosa succede ad usare troppo Google Earth
30 nov 2006 - 00:50 - #11[…] Il mese scorso ci siamo sbizzarriti a trovare immagini curiose ed anomalie in Google Maps e Google Earth. Per gli appassionati il video presente in questo post è una vera chicca: vi strapperà sicuramente un sorriso. […]