Kickstarter: stop ai rendering dei prodotti, più chiarezza sul rischio per gli investitori

Che Kickstarter abbia appena fatto un pauroso autogol? Ci sono state forse un po’ troppe polemiche contro la compagnia: qualche tentativo di truffa, ritardi a non finire per progetti ad alto profilo come il Pebble smartwatch, alcuni designer che vanno a caccia di fondi altrove - La situazione era forse un po’ troppo anarchica.

Quello che ha fatto Kickstarter per cambiare il gioco, però, rischia di mettere in pericolo le premesse dell’intera community. Passare dal totale lassez faire ad un regolamento draconiano non mi sembra costruttivo.

Le nuove regole per i progetti comprendono il divieto di usare solo rendering dei prototipi e fornire uno specchietto dei rischi che gli investitori devono essere disposti a correre.

Per quanto riguarda il primo nuovo requisito, non penso che sia una buona idea. Quanti product designer, ingegneri o imprenditori possono fornire uno scatto di un prototipo e renderlo sensato per gli utenti della comunità di crowdsourcing? E se si tratta di un prodotto elettronico e basta creare un modellino non funzionante, in cosa è diverso da un rendering?

Il secondo requisito è ancora più strano. Si chiede all’imprenditore di “inventarsi” dei rischi, e generalmente le previsioni non saranno mai abbastanza precise da riflettere le complicazioni del ciclo produttivo. E se si verifica un problema esterno alle previsioni cosa succede? Le possibilità sono due, o si tratta di una lista vuota di significato, oppure di una spada di Damocle sul project manager, costretto a giocare all’indovino mentre terrorizza coloro che dovrebbero finanziarlo.

Lo scopo stesso di un sito come Kickstarter è il rischio. Chiunque versi quel danaro sa che è letteralmente a fondo perduto. Siamo tutti d’accordo che i progettisti arraffa e scappa debbano essere puniti, persino sul fatto che si debba scoraggiare con ogni mezzo la scarsa comunicatività con gli utenti che hanno aderito e versato i fondi. D’altro canto, però, su Kickstarter si gioca a dadi con il fato, come in qualsiasi altro investimento - anche se l’obiettivo qui è qualcosa di bello e non il guadagno.

Se le nuove regole soffocano gli imprenditori coraggiosi con una rete di sicurezza ancora più ingannevole dell’anarchia precedente, non penso che Kickstarter stia facendo bene il proprio lavoro di mediatore tra chi progetta e chi finanzia in crowdsourcing.

Via | Kickstarter

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