Niente più indirizzi IPv4 in Europa, ma IPv6 tuttora non è necessario

Logo di IPv6Il Réseaux IP Européens Network Coordination Centre (RIPE NCC), cioè l’organizzazione no profit per l’assegnazione degli IP in Europa, ha annunciato ieri l’allocazione degli ultimi indirizzi per IPv4: significa che, a partire da oggi, i provider non potranno richiedere ulteriori assegnazioni. L’Europa è il secondo continente – dopo l’Asia, che aveva già esaurito il protocollo nel maggio del 2011 – a terminare gli IP disponibili. I nuovi indirizzi dovranno essere per forza richiesti in IPv6, ma gli utenti non se ne accorgeranno.

Africa e America potranno richiedere indirizzi su IPv4 per altri due anni, che grossomodo è il tempo a disposizione dei provider europei per aggiornarsi a IPv6: i consumatori non sentiranno l’esigenza dell’aggiornamento fino al 2014, se non più tardi. L’esaurimento degli IP riguarda le richieste da parte dei grandi network continentali, mentre i provider nazionali hanno già ricevuto un'assegnazione sufficiente per esaudire le richieste degli utenti a lungo. Non bisogna allarmarsi, quindi, se la propria connessione utilizza IPv4.

Anche in luogo del passaggio a IPv6 gli utenti non dovranno comprare dei nuovi apparecchi o aggiornare il software: al massimo sarà necessario un cambio delle impostazioni. In giugno, alla vigilia del World IPv6 Launch, Telecom Italia – che ridistribuisce la connettività alla maggioranza degli altri provider italiani – ha annunciato l’affiancamento del nuovo protocollo a IPv4. La transizione a IPv6 non dovrebbe comportare un problema per gli Italiani, che non sono costretti a seguire immediatamente le procedure d’aggiornamento.

Via | Ars Tecnica

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