Quando Steve Jobs e Steve Wozniak armeggiavano con il phone phreaking

Logo di Apple, Inc.Il phreaking (o phone phreaking) è stato uno dei primi "esperimenti" d’applicazione delle conoscenze di quello che, in seguito, sarebbe diventato l’hacking delle reti. Consisteva – e consiste tuttora – nello studio dei network telefonici per comprenderne il funzionamento al fine d'effettuare chiamate gratuite. Il fenomeno ha avuto una particolare fortuna negli anni ’70 e che ci crediate o meno Steve Jobs e Steve Wozniak sono stati dei popolari phreaker, prima di fondare la Apple. Tanto da creare e rivendere a $150 una blue box.

Le blue box erano dei dispositivi capaci d’interagire con le reti telefoniche per evitare addebiti sulle chiamate: venivano utilizzate soprattutto nelle cabine, oggi quasi scomparse dai centri urbani. Una parte degli schemi di quel device ha persino contribuito a concepire il processore grafico per Apple II. Considerando la politica della multinazionale sui brevetti e sul jailbreaking di iOS, è difficile pensare che Jobs e Wozniak abbiano iniziato proprio con l’hacking della telefonia. Eppure, nessuno dei due l’ha mai rinnegato.

Se questo dettaglio della storia dei fondatori di Apple è tornato d’attualità è perché recentemente sono apparse in un archivio sul web tutte le registrazioni effettuate dai phreaker: presto uscirà anche un libro, Exploding the Phone, che racconta la storia del fenomeno. Il ruolo di Jobs e Wozniak – prima della disponibilità di internet e dell’uscita di iPhone – è stato determinante, come il secondo cita spesso nelle sue memorie. Chissà che il progetto d’“aggredire” il mercato degli smartphone non risalga davvero agli anni ’70.

Via | Digital Trends

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