In questi giorni, ai margini della conferenza organizzata da Edelman e Technorati sui 100 blog più linkati in Italia, Germania e Francia, sono stati scritti molti commenti. Anche il Financial Times ne ha parlato.
Grande è stata la discussione sulla validità di quella classifica, in quanto alcuni blog sono sì molto linkati (blog di autori di template) ma non sono certamente tra i più influenti.
In seguito ad 85 commenti da parte di blogger non di madrelingua inglese, oggi Steve Rubel riflette sul fatto che sia ormai necessario pensare a come condividere contenuti che utilizzano lingue diverse.
La riflessione tocca un punto interessante, quello immediatamente sottolineato anche da alcuni blogger italiani, cioè la necessità di un sito come Techmeme in grado di considerare i contenuti europei: blogger italiani, spagnoli, francesi e tedeschi non sembrano essere considerati da questo importante memetracker che segue l’andamento delle discussioni più animate, a meno che nella discussione non si infili qualche importante blogger americano.
Utilizzare unicamente Technorati per creare una classifica di questo tipo non offre certo il risultato da cui si parte per assunto: interessante, per chi non lo conoscesse ancora, è invece il progetto della Top100 sviluppato da Ludo, che ha raccolto molte collaborazioni e suggerimenti per cercare di integrare più fonti di valutazione.
baldo
12 ott 2006 - 09:32 - #1è una tendenza tipicamente italiana quella del chiudersi a riccio verso il mondo esterno. Se un blogger vuole raggiungere un pubblico vasto deve scrivere in inglese (il caso piu’ evidente è quello di veerle con il suo blog sul web design).
Io nel mio piccolo gia’ da tempo mi sforzo di scrivere in inglese (ma questa scelta mi ha come “esiliato” dal giro dei blogger italiani: tanto per fare un esempio, nella classifica dei blog italiani sono stato escluso, perchè pur essendo l’autore italiano, la lingua usata è l’inglese)
.:SevenHeaven:.
12 ott 2006 - 13:30 - #2i blogger italiani più influenti …ma quando mai!?
Edelman e Technorati hanno finalmente reso pubblica la loro indagine su i blog più influenti in Italia, Germania e Francia.
Ridicola: una classifica fatta esclusivamente contando i link di technorati può essere considerata ind…
ludo
12 ott 2006 - 15:42 - #3Baldo, io non sono molto d’accordo sullo scrivere in inglese, nonostante abbia avuto un blog ininglese per anni.
I motivi sono vari, provo a riassumerteli.
La nostra formazione culturale, buona parte degli interessi, gli amici e le persone con cui siamo in contatto sono tipicamente italiani. Un blog non è solo un ripetitore di notizie, come purtroppo molti (non solo in Italia) credono, ma dovrebbe essere principalmente una conversazione con altri blog e altre persone. Scrivere in inglese (come appunto fai notare) ti emargina da quello che è il tuo contesto naturale. E poi i blog inglesi sono tantissimi, quello che in italiano può interessare un discreto numero di persone, in inglese al 99% è già stato detto da qualcun altro, prima e meglio.
E poi trovo comici e grotteschi i blog inglesi scritti male, con inglese maccheronico. Sono illeggibili, e secondo me screditano anche quello che di interessante potrebbe esserci scritto. Scrivere bene in italiano è difficile, in inglese (per un italiano) ancora di più.
E riguardo alla classifica, è appunto una classifica dei blog *in italiano*, non *scritti da italiani*. O dovremmo rifiutare i blog svizzeri in classifica perchè gli autori sono ticinesi? Allo stesso modo la classifica spagnola ha blog *in spagnolo* da Spagna e Sud America.
Giorgio
12 ott 2006 - 16:52 - #4L’informazione e’ monopolizzata.
Lo e’ sui giornali e sulle tv, lo e’ sui blog con questa “moda” dei link che danno status.
Se davvero si volesse fare una classifica dei blog migliori, a mio parere si dovrebbe procedere a tappe, presentando molti gruppi di blog selezionati in base ai contenuti e non certo ai link…
Fatto questo, si dovrebbe chiedere agli utenti di votare i singoli post piu’ significativi all’interno dei vari blog e poi dare un voto d’insieme al blog stesso.
Ora come ora viene dato spazio sempre ai soliti noti, che certo hanno i loro meriti, ma che non penso rappresentino per intero la blogosfera italiana.
baldo
13 ott 2006 - 01:47 - #5ludo, sono d’accordo sul discorso della qualità (io per primo mi rendo conto di scrivere in un inglese penoso, ma almeno è un esercizio che ritengo mi possa solo far bene), ma ne traggo due vantaggi:
- riesco a comunicare tramite il blog anche ai miei amici che non sanno l’italiano
- posso assurgere ad una visibilità molto maggiore che se scrivessi tutto in italiano (ovviamente in linea puramente ipotetica perchè attualmente non ho tempo e idee per attrarre un pubblico maggiore delle 2/3 al giorno persone che mi visitano)
Cmq sono totalmente OT: il mio era solo un commento alla frase:
“In pratica in tanti leggono i blog americani, magari a fatica, ma chi parla inglese non si degna di certo di fare un giro sulle altre lingue.”
Il mondo informatico parla l’inglese: o ci si uniforma oppure si accetta di vivere in un microcosmo isolato.
Cristian Conti
13 ott 2006 - 08:19 - #6Non credo giusto che occorra uniformarsi all’inglese: molti blog interessanti in Spagna e in Germania lo dimostrano. Senza dimenticarci degli italiani.
Il vero problema è quanto peso hanno nella discussione globale.
Se un blogger “diciamo di classifica” italiano o tedesco, pone una riflessione interessante o uno spunto innovativo su un tema, questo acquisterà notorietà solo se un blogger che scrive in inglese ne parlerà.
Uniformarsi all’inglese serve solo per provare a far parte di quel mondo. Io credo che sia invece necessario coltivare il proprio habitat naturale, attingendo comunque ad altre lingue.
Nessuno da noi userà mai un servizio in spagnolo se può usarne un’altro in inglese, o ancor meglio in italiano: eppure in Spagna sono nati fior di servizi che parlano spagnolo che nulla hanno da invidiare ad altri americani(è anche vero, come ricorda ludo,che lo spagnolo è una delle lingue più parlate al mondo).
Questo vale soprattutto se il servizio rappresenta i tratti distintivi di una comunità locale: se cerco contenuti italiani vado su Segnalo e non su delicious.
Comunque trovo lodevole la volontà di molti blogger italiani di scrivere in inglese:ritengo però difficile pensare che altri blogger italiani vengano poi sul mio blog in inglese e commentino in inglese, soprattutto se mi conoscono.
p.s. x Ludo: non è che dopo la top100 stai pensando ad un memetracker italiano, dopo tutta questa storia?
Il caso "Inconvenient Truth"
16 ott 2006 - 13:16 - #7[…] Alla presentazione Edelman - Technorati sulla blogosfera di sabato scorso c’eravamo anche io ed Eugenio. Vi tralascio i commenti sulla classifica per parlarvi di un caso di studio citato dai relatori. L’ambiente fa notizia. […]
downloadblog
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31 ott 2006 - 00:30 - #9dbEpr7OOX5 ts1HO3jIS2wi nXfTvsWg7Zl